22 giugno 2019 – Promemoria per Giulio Regeni

da http://diariealtro.it/?p=6677
Un carteggio e due documenti.

Chi avesse la pazienza di scorrete la mia pagina troverà quella che per me è la frase chiave per comprendere la scelta del Presidente: 
“non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo”.
Per quel che io capisco si vuol riportare la questione a un fatto privato: “ la dolorosa storia di un ragazzo morto all’estero” potrebbe essere un titolo adeguato al pensiero del Presidente.

22 giugno 2019 ore 7.45 scrivo:
Con preghiera di consegna al presidente Massimiliano Fedriga

Presidente Fedriga, la prego ragioni su quel ‘mai più’ che ha dichiarato nel contesto della rimozione dello striscione dedicato a un giovane friulano che vogliamo sia ricordato con giustizia e onore . 
Le sembra da persona normalmente umana ipotecare il gesto imposto agli operatori addetti alla rimozione di striscioni in forma così assoluta e indefinita?
Il ‘mai più’ attiene al suo futuro qualche sia il tempo futuro di vita che le appartiene o sarà patrimonio imposto anche alle generazioni future? 
Imprudenza nel rapporto con il tempo o rischio non valutato di supposta onnipotenza?
Faccia lei.
Augusta De Piero

PS: nel messaggio spedito c’era evidentemente anche l’indirizzo.

Alle 15 circa ricevo:
Relazioni Pubbliche Trieste (URP)
Gent.ma Sig.ra De Piero,
con riferimento alla Sua richiesta di chiarimenti in merito alla rimozione dello striscione per Giulio Regeni si comunica che lo stesso è stato rimosso definitivamente garantendo da parte dell’Amministrazione regionale una costante attenzione sugli sviluppi nella ricerca della verità attraverso i lavori della Commissione d’inchiesta della Camera istituita appositamente.
Cordiali saluti.
Marco Dagri

Marco Dagri
Coordinatore Uffici Relazioni Pubbliche 
Ufficio Stampa e Comunicazione
Presidenza Regione AutonAutonoma Friuli Venezia Giulia
Piazza Unità d’Italia, 1 – Entrata Via dell’Orologio, 1
34121 TRIESTE 
Tel.: 040-3773520 – 040-3773634
Fax: 040-3773614
e-mail : marco.dagri@regione.fvg.it

Così ho replicato
Da singola cittadina prendo atto della cortese risposta e spero che l’attenzione alla ricerca della verità diventi oggetto di comunicazione all’opinione pubblica che nello striscione rimosso vedeva (e continua a vedere negli striscioni che altri mantenga visibili) una civile partecipazione alla ricerca di una verità che è condizione imprescindibile di una dovuta giustizia.
Augusta De Piero

Ricercando oltre la mia comunicazione, ma ci tenevo a parlare anche in quanto singola persona, trovo nel sito di rainews le seguenti informazioni

“La mia attenzione per non urtare le sensibilità non ha pagato, e ci si sente pertanto legittimati a imporre con atteggiamenti prevaricatori cosa deve o non deve fare la Regione. Per questi motivi comunico, così da anticipare le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio, che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione Friuli Venezia Giulia” – si difende il Governatore in un post su Facebook – “Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti, non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo. Evidentemente questa sensibilità non appartiene a tutti e ad ogni occasione non si perde tempo per alimentare polemiche”.

Serracchiani (Pd): “Striscione per chiedere verità e giustizia” Le parole di Fedriga gettano acqua sul fuoco. “Spero che Fedriga darà disposizione affinché lo striscione per Regeni sia riappeso, e non segua l’esempio del sindaco di Trieste che ha voluto toglierlo con le sue mani” tuona in una nota la deputata Pd, Debora Serracchiani. “Ho personalmente appeso lo striscione che ammonisce a ricordare la tragica scomparsa di Giulio Regeni e chiede verità e giustizia, a nome della comunità del Friuli Venezia Giulia”, ricorda Serracchiani.

Honsell (Open Arms): “Striscione messaggio forte di giustizia. Sbagliata rimozione” 
Si dichiara sconcertato alla notizia della rimozione dello striscione anche il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell. “Il motivo? Affiggere i manifesti per gli Europei under 21 di calcio- spiega il consigliere-. Sembra che ogni pretesto sia buono per eliminare un messaggio forte di giustizia e vicinanza alla famiglia, in particolare in questo momento di tensione dopo l’ondata di intimidazioni al Cairo nei confronti dei Regeni, dei loro avvocati e consulenti”, conclude Honsell, ricordando che lo scorso luglio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione in favore della ricerca della verità e giustizia per Giulio. –

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Kries – la magia del falò di San Giovanni

22/06/2017Sara Terpin

da https://www.slovely.eu/2017/06/22/kries-la-magia-del-falo-di-san-giovanni/

La notte tra il 23 e il 24 giugno è nella tradizione di diverse popolazioni europee una notte magica: si celebra il solstizio d’estate, che la tradizione cristiana ha associato al culto di San Giovanni. “Šentjanževo” o “Noč svetega Ivana” (“notte di San Giovanni) è una festa ancora molto sentita in Slovenia, ma anche nei paesi oltre confine dove vive la minoranza slovena: così in Benečija (Slavia Veneta), dove durante questa magica notte in molti paesi vengono accesi grandi falò, chiamati “kries” (“kres” in sloveno).

Uno di questi paesi è Tribil Superiore – Gorenji Tarbij, la frazione più alta (650 m slm) del comune di Stregna – Sriednje, dove vivono circa 40 abitanti, e dove – così ci dice Erika Balus, che qui vive con la famiglia, sembra di stare in paradiso. Erika ci racconta del kries e di altre tradizioni legate alla notte di San Giovanni; tradizioni che si perdono nella notte dei tempi e che le sono state tramandate dalla nonna e dalla bisnonna, che a loro volta ripetevano antichi gesti, spesso senza saperne il significato più profondo, semplicemente perché “la notte di San Giovanni si fa così”.

Križci
I tipici “Križci”

I gesti antichi e i rituali iniziano già prima del grande evento del kries. A parte i preparativi veri e propri per il falò, come la raccolta di legna e ramaglie da ardere, il 23 giugno si raccolgono fiori ed erbe aromatiche, che secondo la tradizione in questo giorno raggiungono il culmine delle loro proprietà. I fiori vengono utilizzati per fare “križci” (croci) e “krancelni” (ghirlande), che, sapientemente intrecciati, verranno poi appesi alla porta d’ingresso delle case per proteggerle. Le erbe aromatiche vengono fatte marinare nel vino, che viene benedetto e utilizzato come medicinale per tutte le malattie, “sia quelle note, che quelle ignote”. Ma le erbe aromatiche sono anche l’ingrediente principale delle “marve”, piatto particolarissimo e unico nel suo genere, senza il quale la festa di San Giovanni non è una vera festa.

La gente attorno al kries di Tribil Superiore
La gente attorno al kries di Tribil Superiore

La notte del solstizio d’estate è anche un’occasione unica per conoscere il futuro, sbirciando un albume d’uovo “cucinato” sotto i raggi della luna, o cancellare le rughe dal viso rotolandosi nella rugiada al mattino presto. O scoprire quali mesi saranno piovosi utilizzando 12 gherigli di noce. “Magie” che ci raccontano di un mondo contadino la cui vita era strettamente intrecciata con gli eventi della natura e le sue stagioni, gesti e tradizioni dietro a cui si celano antichissimi riti di cui sono giunte a noi solo tracce, sbiadite dalla patina dei secoli.

La forza del fuoco del Kries
La forza del fuoco del Kries

Scoprite queste magiche tradizioni nel nostro filmato girato a giugno 2016 a Gorenji Tarbij, raccontate da Erika Balus nel musicale dialetto sloveno della Benečija.

Per conoscere le altre usanze della notte di san Giovanni e il loro significato simbolico, date un’occhiata al nostro articolo.

https://youtu.be/cqoQwVgxVNQ

buona giornata

Alta valle del Torre/Terska dolina

Trattati da schiavi. Rifugiati e migranti vittime del traffico di esseri umani

https://francescomacri.wordpress.com/2019/06/21/trattati-da-schiavi-rifugiati-e-migranti-vittime-del-traffico-di-esseri-umani/

Friuli terra di confini

Friuli terra di confine e tradizioni.

dove l’onore ha ancora il suo valore.

Dove una stretta di mano,

è una parola data e va rispettata.

Dove i sogni si realizzano

con il proprio sudore e con amore.

Dove la casa è un punto di partenza

per diventare traguardo.

Dove il dialetto è una lingua

andrebbe conservato.

Dove il passato è un ricordo vivo,

da tramandare e ricordare.

Dove chi nasce  se ne vanta orgoglioso

Conservando antiche tradizioni.

Friulano si nasce non si diventa.

Testardo cocciuto a volte può sembrare presuntuoso.

Umile all’occorrenza con tanta dignità.

Ringrazia all’infinito  se una mano gli viene data.

Il friulano a testa alta va avanti con dignità..

 Silvana Stremiz

https://friuli.myblog.it/2007/08/19/friuli-terra-di-confini/

Silvana Stremiz è nata a Port Arthur, provincia dell’Ontario (Canada) il 12 luglio 1960. Figlia di genitori Italiani (friulani), emigrati all’estero per lavoro. Si trasferisce in Italia in età adolescenziale. Si sposa e ha quattro figli. Ha una profonda sensibilità celata a tutti, e ancora di più a chi ama.
.

BUONA SERATA

Notte stellata (De sterrennacht) è un dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1889 e conservato al Museum of Modern Art di New York. Vera e propria icona della pittura occidentale, il dipinto raffigura un paesaggio notturno di Saint-Rémy-de-Provence, poco prima del sorgere del sole. https://www.wikiwand.com/it/Notte_stellata

UMBERTO SABA – Notte d’estate


Dalla stanza vicina ascolto care
voci nel letto dove il sonno accolgo.
Per l’aperta finestra un lume brilla,
lontano, in cima al colle, chi sa dove.

Qui ti stringo al mio cuore, amore mio,
morto a me da infiniti anni oramai.

https://libreriamo.it/libri/le-10-poesie-belle-dedicate-estate/

Umberto Sabapseudonimo di Umberto Poli (Trieste9 marzo1883 – Gorizia25 agosto 1957), è stato un poetascrittore e aforista italiano.

Firma di Umberto Saba

Firma di Umberto Saba

«Parlavo vivo a un popolo di morti.
Morto alloro rifiuto e chiedo oblio.»
(da Epigrafe)

21 giugno 2019 – Gli striscioni di Giulio Regeni: non lasciamoli strappare

Profeti dei nostri giorni                       [fonte 1]

e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

Quando il potere decide di non diventare triste: la priorità del calcio.
Il tradizionale manifesto giallo di Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni”  – il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto – è stato rimosso dal palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia in piazza Unità d’Italia, dove era stato esposto nel 2016.

i fantasmi del governatore
Il balcone del Palazzo del Lloyd, sede della Regione che si affaccia su piazza Unità a Trieste, dove è stato esposto lo striscione giallo di Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni” a Trieste, 08 ottobre 2016.
ANSA/FRANCESCO DE FILIPPO

Alle immediate proteste – di cui danno notizia anche numerosi quotidiani italiani, notiziari radiofonici e televisivi – il governatore della regione FVG, Massimiliano Fedriga , replica e proclama: «Comunico che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione», anticipando, dice lui, «le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio».
Lo striscione è stato tolto per far spazio agli addobbi per il campionato calcistico europeo Under 21.
E proprio quella non casuale rimozione toglie invece all’evento che ci vorrebbe tutti allegri (un campionato calcistico!) ogni segno di gioia, come sottolinea l’immagine dove la rimozione è realizzata da due persone (gli striscioni non sono nuvolette leggere, pesano e non solo nelle coscienza cui fanno paura) ridotte a poco accattivanti ombre nere.
Non era ombra invece ma corpo ben visibile il capo del governo più lungo d’Italia che il 18 settembre 1938 vi si insediò per annunciare le leggi razziali.
Certo non era l’intreccio di immagini e ingombranti ricordi l’effetto voluto dall’indomito governatore ma è capitato in un momento in cui l’inconsapevolezza di una macchina si è fatta veicolo dell’innocenza del bambino della fiaba che grida ciò che vede: «Il re è nudo»                                                                                                      [fonte 2]

Una ragazzina lo ammonisce da 2000 anni…
… e precoce sposa gli ricorda che quel Dio che l’aveva voluta madre

Ha spiegato con forza la potenza del suo braccio,
i superbi ha disperso nei pensieri del loro cuore.
Ha rovesciato i potenti dai loro troni,
ha innalzato gli umili.                                                                                    [fonte 3]

Profeti dei nostri giorni                       [fonte 1] Profeti dei nostri giorni                       [fonte 1]

Non mi risulta che un ministeriale tintinnar di rosari l’abbia zittita, spegnendo le speranze che la sua voce può suscitare se gli esseri umani sapranno farsene efficaci realizzatori, se decideranno di sfuggire al ruolo di scimmie sagge   cui, purtroppo, spesso si adeguano.

E scimmia saggia è stato il sullodato governatore quando lo scorso anno ha proclamato che
«per integrare bambini che vengono da paesi lontani non bisogna dar loro materiale ludico-didattico del paese d’origine. Questi bambini devono conoscere tradizione e cultura del territorio in cui si sono trasferiti a vivere. Questo è fare integrazione». [fonte 4]
Con questa grida il governatore Fedriga sosteneva una iniziativa del comune di Codroipo che limita l’accesso al nido dei piccoli dai tre mesi ai tre anni, se questi precoci bricconi si munissero di oggetti transizionali, quegli oggetti conforto psicologico al bambino che, nel momento del distacco sostituiscono progressivamente il legame madre-figlio nel cammino del piccolo verso l’autonomia che appartiene ad ogni essere umano. Gli esempi più comuni includono bambole, orsacchiotti o coperte.

linus

Bisogna riconoscere che la grida/Fedriga ha il merito di rendere chiaro il testo del regolamento del Comune di Codroipo che in sé risulta di complessa lettura .                                                                                                                               [fonte 5]
Dicono infatti gli articoli modificati del regolamento del nido di Codroipo:
Articolo 1 per cui il nido opera « …..con lo scopo di favorire in ogni bimbo la possibilità di svilupparsi ed esprimersi liberamente, contando su interventi educativi che gli consentano, senza inibirlo, di orientare le proprie energie verso comportamenti in cui egli riesca a stabilire proficue relazioni e a manifestare in modo costruttivo la propria iniziativa e inventiva, supportato da adeguati materiali ludico-didattici. »
E se non bastasse precisa all’articolo 2 che « Al nido ogni azione è svolta nel rispetto delle diverse fasi di crescita, dei personali ritmi di sviluppo di ciascun bambino garantendo a tutti i piccoli uguali possibilità di sviluppo e di mezzi espressivi e contribuendo a superare i dislivelli dovuti a differenze di stimolazioni ambientali e culturali. » [fonte 5]
Quell’ipocrita “rispetto delle diverse culture” richiama a un tema caro alla cultura diffusa dalla Lega non più solo nord per cui nel quadro di principi che si vorrebbero, nel rispetto della Costituzione, efficaci perché egualitari, si introducono invece, con i più vari pretesti, i germi della diseguaglianza.
I filoni di una nuova era di violenza anche istituzionale e che per me (non sono i soli, ma fra i tanti sono miei) hanno aperto una frana sempre più vistosa e pervasiva, cominciano nel 2009 quando il Ministro dell’Interno d’epoca –tale Maroni – estrapolò i nati in Italia, figli dei migranti irregolari – dal diritto al certificato di nascita altrimenti a tutti i nati dovuto.
Non finirò mai di dire che questo è offesa anche ai loro genitori che , in assenza del documento negato, tali giuridicamente non risultano perché non c’è luogo dove legittimamente tali possano essere dichiarati.
Di questa bestialità mi arriva la conferma dal successore dell’on. Maroni, tale ministro Salvini, che differenziando le madri rom dalle ‘altre’ considera la maternità come una concessione da condividere co n la prudenza che gli suggerisce il più turpe dei pregiudizi, quello che collega la colpa non al fare dell’individuo ma all’essere

Adulto confezionato a gloria dell’impero e a conforto di una cultura senza pudore

.
Mi permetto un lontano ricordo con l’immagine di una cartolina assicurata ai soldati italiani in Etiopia per corrispondere con i loro cari e per chi volesse saperne di più sull’opinione dell’on. Ministro in merito al discrimine ‘materno’ rinvio all’ultima nota.

[fonte 6]

E infine Giulio Regeni
Il ricordo di questo ragazzo massacrato ci è stato proposto dalla generosa costanza dei suoi genitori: un ragazzo che credeva nella forza della democrazia e forse, perché tale, fa ancora paura.

E per concludere, un video che ci riporta a quelli che ho chiamato “profeti dei nostri giorni”
https://www.youtube.com/watch?v=_TBwPcvfDWs

[fonte 1] Ho visto un re è un brano musicale con il testo composto da Dario Fo fu
pubblicato la prima volta, nel 1968.
La canzone fu censurata dalla Rai che vietò a Jannacci di
presentarla alla finale di Canzonissima del 1968
[fonte 2] Hans Christian Andersen I vestiti nuovi dell’imperatore 1837
[fonte 3] Vangelo secondo Luca 1, 5 sgg.
[fonte 4 e 5] 14 dicembre 2018 http://diariealtro.it/?p=6278
[fonte 6] https://www.repubblica.it/politica/2019/06/19/news/salvini_tweet_maledetta_ladra_in_carcere_tolti_i_bambini_dati_in_adozione_famiglie_per_bene-229161848/?ref=RHPPLF-BH-I229167040-C4-P7-S1.4-F4

http://diariealtro.it/?p=6666

La Regione rinuncia alla modifica della legge regionale di tutela della minoranza slovena — NoviMatajur

Tanto tuonò, ma alla fine non piovve. Durante la seduta del consiglio regionale di oggi, 21 giugno, l’assessore Pierpaolo Roberti ha annunciato lo stralcio della norma (nr. 54) della legge omnibus in discussione che avrebbe modificato l’articolo 22 della legge regionale di tutela della minoranza linguistica slovena (26/2007). Niente albo parallelo, almeno per il momento, per le associazioni che promuovono le “varianti locali” delle valli del Natisone, del Torre e della Val Canale.
La decisione è quella di convocare un tavolo con tutti i soggetti interessati per approfondire la questione.
Sin dalla sua presentazione, la modifica alla legge di tutela era stata criticata sia dalle organizzazioni più rappresentative della minoranza slovena Skgz ed Sso sia dalla commissione consultiva regionale della minoranza stessa. Visto che la modifica avrebbe comportato il finanziamento, con i fondi della legge di tutela, per associazioni che sostengono l’estraneità dei dialetti delle vallate a ridosso del confine in provincia di Udine al sistema dei dialetti sloveni.
Si è detto soddisfatto per la scelta, dopo l’annuncio di Roberti, il consigliere Igor Gabrovec della Slovenska skupnost che ha apprezzato la scelta di “non cambiare la legge senza il coinvolgimento della minoranza cui la legge è riferita”. “Il dialogo sul tema della promozione dei dialetti con i soggetti interessati e le istituzioni è la scelta migliore” ha affermato Gabrovec in Consiglio.
Il viaggio di ieri dei pochi attivisti (e pochissimi amministratori ma nessun sindaco del territorio interessato) verso Trieste che volevano salutare l’approvazione della modifica si è quindi rivelato doppiamente inutile. Non solo nella seduta di ieri del Consiglio non è stato affrontato il tema, visto che l’intera giornata è stata dedicata alla discussione sui punti nascita di Palmanova e Latisana, ma lo stesso assessore ha oggi stralciato la proposta di modifica.

https://wordpress.com/read/blogs/113812700/posts/11334

La rimozione dello striscione di Giulio dal palazzo della Regione.

Un torto a Giulio, un favore a chi nega verità e giustizia

in data giugno 20, 2019

Per rimanere in termini calcistici, visto che l’occasione è stata data dagli Europei Under 21 di Calcio, con le bandierine esposte in ogni palazzo istituzionale di Trieste, la rimozione dello striscione con il quale si chiede la verità per Giulio, è un bell’assist al dittatore egiziano Al Sisi. Che se la starà ridendo in questo momento. In quel Paese dove hanno ammazzato Giulio, negato verità e giustizia. E quello striscione a questo serviva. A ricordare che verità e giustizia per Giulio, non c’è. Uno striscione che ha dato fastidio, nell’ottobre del 2016 venne rimosso dal palazzo del Municipio di Trieste, e nell’immediatezza rispose la governatrice della Regione esponendolo. Dopo tre anni, viene tirato via. Uno schiaffo che non viene dato a chi ci crede in quello striscione, ma alla famiglia di Giulio prima di tutto. Che vive in questa regione, che è di questa regione. Giulio era friulano, era cittadino di questa regione, pur essendo cittadino del mondo. Dopo 40 mesi di insulti, offese, denigrazioni, tutto ci si poteva aspettare, tranne che l’ammaina striscione da parte della Regione di Giulio. Certo, si sapeva che era cambiato il colore politico, ma si confidava nel buon senso, perchè il percorso di verità e giustizia non ha colore politico, interessa tutti, e tutte. Se ogni volta che lo striscione era a rischio si alzava l’attenzione, la denuncia, non era sicuramente per strumentalizzare la questione per motivi politici.Sostenere ciò è una cosa inaccettabile. Semplicemente era un gesto di attenzione, perchè quel vuoto era un vuoto che non doveva esserci, e si pretendeva la massima attenzione, perchè la partita in ballo è enorme. Non stiamo parlando di noccioline, ma dell’Egitto, una potenza mondiale, una dittatura legittimata dalla principali democrazie occidentali. Aver rimosso quello striscione è un torto che si fa a Giulio,nella regione di Giulio, alla famiglia di Giulio, alla causa della verità e giustizia è un favore che si fa a chi nega verità e giustizia per Giulio.  Sarebbe importante che a questo punto, come risposta, tutti i Comuni della regione del Friuli Venezia Giulia esponessero già da domani lo striscione per la verità per Giulio.

mb

http://xcolpevolex.blogspot.com/2019/06/la-rimozione-dello-striscione-di-giulio.html