Fiori spontanei di montagna

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anemoni
anemoni
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pulmonaria

Amo i fiori selvatici,liberi e spontanei,

innaffiati solo dalla pioggia

ci regalano la loro bellezza.

Bentornata Primavera

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https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Forsythia_togashii.jpg#/media/File:Forsythia_togashii.jpg

Primavera, novella stagione,

che rigeneri il mio animo

stanco dell’inverno passato.

Il mio cuore esulta per i tuoi colori

e per i gai canti degli uccelli.

In giardino la forsizia e il

pirus  mi rallegrano,

nei boschi i  biancospini

si muovono ad ogni alito di vento.

Bentornata Primavera,mia preferita.

 

 

 

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da tripadvisor

Timide primule

han fatto capolino

accarezzate dal tiepido

sole di febbraio

vicino al ruscello.

 

Nebbia

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https://www.wikiwand.com/it/Nebbia

Nebbia impalpabile,

densa,si può tagliare

con il coltello.

Umida e penetrante

fino alle ossa.

Sembra un fumo che copre tutto,

le immagini sono sbiadite

e pare di esser in una favola.

 

Piove

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Piove,mi piace molto

il rumore della pioggia lieve

che batte sulle finestre,

un rumore rilassante,

una dolce ninna nanna.

Haiku settembrino

crochi violetti-

foglie secche a terra

odor di funghi

petit-onze ✍🏻

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clima

caldissimo afoso

condizionatore sempre acceso

per poter sopportare  questa

estate

La mia quiete dopo la tempesta

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https://www.centrometeoitaliano.it/

Passata è la tempesta,

odo i merli e le cincie cantare.

Avanza il sereno da ponente alla montagna,

ognun è lieto e torna al consueto lavoro .

Il pensionato nell’orto aggiusta la rete,

la donna raccoglie i pomidori,

la figlia scopa foglie e rami secchi.

Ecco il sol alto nel cielo che sorride

e tutti son contenti del tempo bello.

 

 

 

 

 

 

haiku

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Carl Lewis – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Corn_(Zea_mays)_-_Aug._2007.jpg?uselang=it

come soldati

verso il cielo pregan

le piante di mais

haiku

odo cicale –

frinire sull’albero

del mio giardino

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Di USFWS Mountain-Prairie – Sagebrush cicada (Okanagana luteobasalis) on Seedskadee National Wildlife Refuge, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69186671

Cicale miti e letteratura

Per gli antichi Greci, le cicale erano figlie della Terra o, secondo alcuni, di Titone e di Aurora. Specialmente gli ateniesi le onoravano: Aristofane rammenta le cicale d’oro, ornamento per i capelli degli Ateniesi nobili all’epoca arcaica e nella celebrazione dei Misteri eleusini in onore di Demetra, era uso portare nei capelli una fibula a forma di cicala, così come durante la celebrazione dei misteri di Era a Samos.Platone, nel dialogo Fedro, espone il mito delle cicale, secondo cui esse sarebbero nate, per mano divina, dalla metamorfosi di antichi artisti, specie nel campo musicale e dell’eloquenza, che avevano smesso di mangiare e accoppiarsi per amore della propria disciplina.Secondo Orapollo la cicala simboleggiava l’iniziazione ai misteri, poiché essa, anziché cantare con la bocca come tutti, emette suoni dalla coda.La cicala era anche simbolo di purezza: seguendo un’errata credenza ripresa da Plinio il Vecchio si riteneva che le cicale si nutrissero di sola rugiada e ciò faceva sì che il loro corpo non contenesse sangue e non dovessero espellere escrementi, e di qui l’idea della purezza. Il fatto poi che la cicala viva una sola estate ma le sue larve rinascano in quella successiva direttamente dalla terra ne ha fatto l’emblema di una resurrezione a nuova vita dopo la morte persino presso i cinesi.

Tra i poeti contemporanei, Giosuè Carducci ha elogiato questi insetti ne “Le risorse di San Miniato” e scherzosamente rimprovera Virgilio e Ludovico Ariosto per averle definite querule e noiose.

Ma la cicala ha anche una fama negativa, quella di vivere alla giornata cantando senza preoccuparsi del domani, assurgendo così a simbolo dell’imprevidenza. Esopo, nella sua notissima favola La cicala e la formica, narra che la cicala si fosse dilettata tutta l’estate a cantare senza preoccuparsi di provvedere ad immagazzinare cibo per l’inverno. Giunta la cattiva stagione, essa si rivolse alla previdente formica chiedendole aiuto: questa le chiese, di rimando, cosa avesse fatto tutta l’estate non avendo provveduto al cibo, al che la cicala rispose di aver sempre cantato; la formica, allora, replicò: «Allora adesso balla!».

testo da https://it.wikipedia.org/wiki/Cicadidae