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Il Torre-Ter (foto personale)
Il Torre (la Tor in friulano[1]Ter in sloveno) è un torrente del Friuli orientale, principale affluente di destra del fiume Isonzo.
Drena, insieme all’affluente Natisone, una notevole porzione del bacino dell’Isonzo. Le sue acque, di ottima qualità, alimentano l’acquedotto di Udine, che ha le opere di captazione a Zompitta.
Nasce in una delle zone più piovose d’Europa, ai piedi del monte Sorochiplas (1.084 m).[2] nella catena prealpina dei Musi, ad una altitudine di 529 metri s.l.m.[3]. Inizialmente scorre in una profonda forra[3] che esso ha scavato, e che intaglia la prima catena montuosa delle Prealpi Giulie, ben visibile dalla pianura friulana orientale. All’uscita della zona collinare, dopo Tarcento e presso Nimis, e dopo aver ricevuto le acque del Cornappo, le sue acque vengono, in parte, captate da antiche rogge e da più moderne opere, per usi civili (acquedotti) e per l’irrigazione dell’arida campagna dell’alta pianura.[4]
da https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_(fiume)
Presso Reana del Rojale (rojale in friulano significa roggia) e Savorgnano del Torre, dopo la “presa” delle rogge di Udine e Cividina, le acque tendono a disperdersi nel sottosuolo molto permeabile e per un lungo tratto il letto è normalmente asciutto, salvo dopo le piogge a monte. In questa parte mediana il letto ghiaioso è molto ampio (la larghezza raggiunge anche i 500 metri). Dopo Pradamano e la confluenza con la Malina, nei pressi di Trivignano Udinese riaffiora e riceve le acque del Natisone. Da qui scorre per un brevissimo tratto in provincia di Gorizia, ricevendo da sinistra il torrente Iudrio per poi rientrare in provincia di Udine dove, dopo 70 km.[2], sfocia da destra nell’Isonzo.
Da Zompitta fin oltre Udine sulla riva occidentale fu innalzato un argine per proteggere i paesi e la città da disastrose alluvioni come successe in passato. Su tale argine corre una “strada bianca” ora vietata al traffico autoveicolare. Proprio durante una delle impetuose piene del fiume, nel novembre 1938, successe un disastro ferroviario quando crollarono due arcate del ponte della ferrovia Udine-Cividale a San Gottardo e morirono decine di persone[5].
Il corso del fiume fu da sempre utilizzato come cava di pietrame, ghiaia e sabbia, sia per costruzione di edifici sia per la fabbricazione della calce. In particolare dopo la seconda guerra mondiale ci fu una enorme escavazione del fiume nel tratto udinese, a causa della domanda di inerti per l’espansione edilizia della città. Ciò causò una notevole abbassamento del letto e la conseguente messa in pericolo del ponte stradale di Salt che collega Udine con PovolettoFaedis e Attimis. Fu infatti necessario costruire una briglia per stabilizzare l’altezza del letto del fiume e inoltre si dovette costruire un nuovo ponte a monte del precedente. All’interno della zona arginata, a San Gottardo di Udine, fu realizzata una grande cava di inerti, successivamente usata come discarica di rifiuti. La zona è all’interno del Parco del Torre.
Esiste un curioso detto friulano riferito al fiume: “Nol cjate un clap te Tor!” (“non trova un sasso nel Torre!”) per indicare una persona incapace di fare le cose più semplici.
fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_(fiume)