Pubblicato in: FVG, letteratura italiana, minoranza friulana

Pasolini e “L’Academiuta di lenga furlana”

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Versuta chiesetta di S.Antonio Abate luogo di gioventù pasoliniana https://www.wikiwand.com/it/Versuta credit Paolo Steffan

L’Academiuta di lenga furlana è stato un istituto di lingua e poesia fondato nel 1945 a Casarsa della Delizia ( Friuli ), che raccoglie un gruppo di neologi seguaci dei principi del felibrismo regionale .

Storia
L’Accademiuta viene fondata nel 28 febbraio 1945 da Pier Paolo Pasolini e alcuni suoi amici, tutti lettori appassionati di Graziadio Isaia Ascoli e seguaci dei suoi ideali. Viene dedicata al fratello di Pasolini, Guido, ucciso da alcuni partigiani pochi giorni prima.

I poeti si riuniscono la domenica pomeriggio a Versuta , alternando letture di poesia all’ascolto di brani musicali eseguiti dalla violinista Pina Kalc.

Nell’agosto dello stesso anno esce il primo numero dello Stroligùt (Il Lunarietto), prima rivista ufficiale dell’Accademiuta, della quale uscirà in totale 5 numeri.

Pasolini invita poeti e scrittori a collaborare con testi in lingua friulana e circa quindici o venti poeti subiscono la sua influenza, tra cui Amedeo Giacomini , Umberto Valentinis, Novella Cantarutti , Leonardo Zanier, Federico Tavan , Giacomo Vit e Nelvia Di Monte.
fonte https://www.wikiwand.com/it/Academiuta_di_lenga_furlana

Dal 21 marzo 2019 l’Academiuta è intitolata a Guido (fratello di Pasolini),il partigiano Ermes ucciso nell’eccidio di malga Porzùs.Nell’Accademiuta Pasolini faceva scuola ai figli dei contadini che dopo la guerra non frequentavano più la scuola.

Curiosità

Pasolini trascorse un breve periodo della sua infanzia a Idria (allora Italia) dove frequentò la quarta elementare.Vi si trasferì con la sua famiglia,il padre ufficiale dell’esercito italiano  diventato famoso per aver salvato la vita a Mussolini ,la madre era una maestra elementare di Casarsa.

Per il suo 90° anniversario della nascita il comune di Idria gli ha dedicato una targa.

Il 25 aprile siamo andati a trovare un amico. Lui non c’è più, da tanto tempo. Manca, credo, non solo a me. Nelle biografie di Pier Paolo Pasolini, la cittadina slovena di Idrija viene appena citata, di sfuggita. Lui vi visse (nella foto l’edificio dove abitò) appena un anno e mezzo, da bambino. A Idrija […]

via Di Pasolini e Idrija — Samizdat, ovvero edito in proprio

Di Pasolini e Idrija — Samizdat, ovvero edito in proprio

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Umberto Saba

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da https://www.wikiwand.com/it/Umberto_Saba

Epigrafe (da Il Canzoniere, Epigrafe 1947-1948)

Parlavo vivo a un popolo di morti.
Morto alloro rifiuto e chiedo oblio.

Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), è considerato uno dei maggiori poeti italiani del Novecento.

Di famiglia ebraica dal lato materno, fu avviato agli studi commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. Sulla poesia scrisse: “Voi lo sapete, amici, ed io lo so. Anche i versi somigliano alle bolle di sapone; una sale e un’altra no”. Fu autore anche di una celebre raccolta di aforismi dal titolo “Scorciatoie” (1946).

La capra (Da Il Canzoniere, Casa e campagna, 1909-1910)

Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

da https://aforisticamente.com/2017/09/28/poesie-piu-belle-celebri-di-umberto-saba/

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Pier Paolo Pasolini, Eretico & Corsaro

22032014150155_sm_6916-150x150Sono piovuto su questa terra
senza possibilità di governare
il mio destino, inconsapevole
e fragile come un feto,
ma vecchio di mille e mille secoli,
mi aggiro soldato alla nostra epoca, inesorabilmente legato al nostro tempo,
a cercare fratelli che non sono più .

https://www.facebook.com/pg/Pier.Paolo.Pasolini.Eretico.e.Corsaro/posts/?ref=page_internal

Domani 23 marzo alle ore 18,00 in Cormons (GO) parteciperò come autore alla presentazione dell’ antologia “Friulani per sempre”, Edizioni della Sera, in cui è presente il mio racconto “Il segreto del casone”. Postfazione di Bruno Pizzul. Ringrazio l’ideatrice e organizzatrice del progetto, Gaia Rossella Sain, poetessa, dell’invito a collaborare come autore alla realizzazione dell’antologia.…

via RASSEGNA STAMPA: presentazione antologia “Friulani per sempre” — GIOVANNI MARGARONE SCRITTORE

RASSEGNA STAMPA: presentazione antologia “Friulani per sempre” — GIOVANNI MARGARONE SCRITTORE

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Dal giardino il gatto del vicino

LUCIANO ERBA
UN GATTO INTELLETTUALE
Esplora tutte le scatole
perlustra tutti i cassetti
curiosare per decifrare
questo è il gatto ermeneutico.
Il suo pensiero forte è miagolare
di notte tra i parafulmini sul tetto
il suo pensiero debole ma sapienziale
ronfare davanti al caminetto.

(da “Poesie 1951-2001”, Mondadori, 2002)da https://cantosirene.blogspot.com/2010/08/gatti.html

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Pier Paolo Pasolini

 

22032014150155_sm_6916-150x150“Per essere poeti, bisogna avere molto tempo”  Pier Paolo Pasolini

 

Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, non solo in lingua italiana, ma anche friulana.Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta nonché figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti…https://www.wikiwand.com/it/Pier_Paolo_Pasolini

Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico

ma nazione vivente, ma nazione europea:

e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,

avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,

una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,

on popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico

ma nazione vivente, ma nazione europea:

e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,

governanti impiegati di agrari, prefetti codini,

avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,

funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,

una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!

Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci

pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,

tra case coloniali scrostate ormai come chiese.

Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare

che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

fonte https://libreriamo.it/libri/pier-paolo-pasolini-poesie-piu-belle/

 

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Giornata mondiale della poesia

poetry-2007https://letteratitudinenews.wordpress.com/2019/03/19/giornata-mondiale-della-poesia-2019/

Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

Quando primavera fa rima con poesia e i poeti leggeranno i versi in centro

Il 21 marzo, Giornata mondiale della poesia a Pordenone,17 poeti leggeranno i loro versi dal supermercato all’anagrafe, dal reparto di pediatria al carcere.

A primavera il lusso si chiama poesia
I versi permettono di esplorare la nostra anima, in momenti che sottraiamo alla corsa del quotidiano

Click. Post. Tag. Shift. Blog. In un’epoca in cui inglese e onomatopee dominano il linguaggio parlato, riservarsi degli spazi differenti, dove le parole, il loro accostamento, la musicalità stessa di una frase creano un senso, diventa difficile. Ma non impossibile. Lo spazio della poesia va conquistato a dispetto dei molteplici e contrastanti stimoli che arrivano da ogni parte e che rendono preziosi i momenti di riflessione alternativi. Tanto preziosi che, come le gemme, sono rari, ma esistono e brillano. Certo, si auspica sempre che la poesia faccia parte della nostra quotidianità, ma per farla entrare nelle nostre vite a volte basta una giornata, come quella del 21 marzo a Pordenone. Il primo giorno di primavera, il 21 marzo, infatti, la città sul Noncello si animerà per la Giornata mondiale della poesia. Il filo conduttore sarà “La poesia nel pubblico (e nel privato)” e si svilupperà in una festa diffusa che cercherà di arrivare a tutti i cittadini attraverso reading in 15 luoghi del centro storico insoliti.

Sono 17 i protagonisti: Corrado Benigni, Maria Grazia Calandrone, Luciano Cecchinel, Azzurra D’Agostino, Stefano Dal Bianco, Roberta Dapunt, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Vivian Lamarque, Paolo Maccari, Franca Mancinelli, Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Giovanna Rosadini, Mario Santagostini, Tiziano Scarpa, Mary Barbara Tolusso. E alle 21.15, al Teatro Verdi, riflettori sulla ‘jam session’ poetica conclusiva: un evento speciale con una lettura corale dei poeti protagonisti della Giornata di primavera.
“La poesia è la risposta alla richiesta di una partecipazione più ampia e condivisa che nasce nei luoghi dove la scrittura poetica trova una sua casa”, spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge e a sua volta poeta e scrittore…continua

da http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/a-primavera-il-lusso-si-chiama-poesia/6/195370

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Ivan Cankar

220px-Ivan_CankarNello scorso 2018 ricorreva il centenario della morte di Ivan Cankar, il massimo autore sloveno (1876-1918).

L’evento è stato celebrato degnamente in Slovenia e ovvia-mente anche presso la comunità slovena in Italia. La ricorrenza invece è passata abbastanza inosservata da parte italiana, anche a Trieste dove pure Cankar era di casa e dove proprio negli ultimi anni della sua vita tenne interessanti conferenze. Al lettore italiano Cankar non è sconosciuto, in quanto i suoi libri vennero tradotti e pubblicati già nei primi decenni del secolo scorso (anche durante il fascismo, che politicamente invece voleva annichilire la nazione slovena) e ristampati più volte, anche da prestigiosi editori a livello nazionale (Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori), fino agli anni‘80. Si tratta comunque inevitabilmente di uno scrittore di nicchia per l’Italia, in quanto quella slovena è la letteratura di un piccolo popolo, anche se stanziato ai confini orientali del Bel Paese e che con gli italiani convive nel Friuli Venezia Giulia e nell’Istria. Peccato quindi che la cultura italiana non abbia saputo approfittare del centenario dello scrittore sloveno per conoscerlo meglio. A colmare in parte questo vuoto ha contribuito l’Editoriale Stampa Triestina, che ha pubblicato in traduzione italiana (e ristampato in lingua originale) una selezione di racconti dello scrittore sloveno con il titolo “Sull’isola”, curata dalla slavista Marija Mitrović. Si tratta di racconti tradotti per la prima volta in italiano da Paola Lucchesi, che presentano uno Cankar diverso, sconosciuto forse anche al lettore sloveno: prose scritte tra il 1899 e il 1913,nelle quali si riflettono alcuni fenomeni e problemi universali che non sono caratteristici solo dell’ambiente da cui proviene lo scrittore, bensì, come nei veri classici, affliggono anche oggi tutti noi, che non siamo necessariamente legati all’epoca di Cankar nè al luogo in cui viveva. Un autore dunque estremamente moderno. Segnaliamo che il racconto che dà il titolo al libro sembra scritto quasi da Edgar Allan Poe, anche se alcuni critici confrontano Cankar piuttosto con Franz Kafka. Durante la sua vita Cankar conobbe privazioni e miseria, ed ebbe occasione di convivere con la povera gente e le loro intime tragedie. Fu un cantore della ribellione sociale, che si scagliò contro la società gretta e provinciale del suo tempo, utilizzando anche l’uso della satira. Il suo esordio nella letteratura avvenne con la raccolta di poesie “Erotika”, che provocò talmente tanto scandalo tra i conservatori da indurre il vescovo di Lubiana ad acquistare tutte le copie per farle bruciare. Per i tipi della casa editrice Comunicarte inoltre è uscita una nuova traduzione – a cura di Daria Betocchi – del capolavoro di Cankar “Il servo Jernej e il suo diritto”, nel quale l’autore denuncia la situazione di sopraffazione di fatto e di diritto della società borghese nei confronti delle elementari esigenze di giustizia dei contadini. Lo Slovenski Klub invece ha pubblicato una raccolta di pensieri e citazioni di Ivan Cankar (tra cui molti tratti dai discorsi politici tenuti a Trieste tra il 1907 e il 1918), dal titolo “Keep Calm and Read Cankar”, curata da Poljanka Dolhar e Martin Lissijach.

  fonte Il Lavoratore del 15/03/2019