Detti in dialetto sloveno 📗

A Taipana dicono/Tou Tìpani pravijo

*Pojedena roubeca, na te resta koj souzeca (Smangiucchiato l’avere, resta solo la lacrimuccia)lacrima

*Lopate an kose, njemajo jete rose (Le vanghe e le falci, non devono prendere la rugiada)attrezzo-immagine-animata-0215

*Buojšte dan kruh sfadjoč,koj dna furtuna kradoč (Meglio un pane faticato, che una fortuna rubata)minatore-immagine-animata-0022

*Se usta ne moučo, mouhe nefuščo (Se la bocca tace, le mosche ronzano)mosca-immagine-animata-0044

raccolta di Adriano Noacco  (fonte archivio Novi Matajur)

Gruppo linguistico slavo

Guarda la storia del più grande gruppo etnolinguistico d’Europa che ha svolto un ruolo fondamentale nella storia europea e mondiale

PS. So che il primo stato bulgaro fu fondato a metà del 600, ma quello era più uno stato turco. Inizia nella cristianità della Bulgaria nell’864 perché questo è stato quando la Bulgaria divenne uno stato slavo. Inoltre potresti voler guardare a schermo intero

Parole della settimana:ROM 2

379px-Édouard_Manet_-_Gitane_avec_une_cigarette
Édouard Manet, Gitana con sigaretta, 1862, Princeton University Art Museum

ROM (popolo)

Alcuni gruppi rom hanno adottato altri autonimi come: Romacel, Romaničal, Kale, Manuš e Sinti sono alcuni esempi di autodefinizioni usate da popolazioni di lingua romaní. Altri gruppi usano nomi che derivano dalla loro lingua per indicare occupazioni tradizionali, come ad esempio i kalderaš, calderari, stagnai” (dal romeno căldărar), i čurari “che fanno i setacci” (dal rumeno ciurar), gli ursari “che comandano gli orsi” (dal rumeno ursar), i sepeči “che fanno i cesti” (dal turco sepetçi), i bugurdži “che fanno i trapani” (dal turco bugurcu), ecc. In alcune regioni i gruppi hanno nomi più specifici, per esempio nei Balcani i rom musulmani (inclusi turchi ed albanesi) usano l’autonimo khorakhanè termine che deriva dal nome dell’impero Turco-Karakhanide dell’Asia centrale intorno all’anno 1000.[senza fonte] Alcuni gruppi rom slavi usano il termine das, parola che deriva dall’indico das che significa “schiavo”. I non-rom sono usalmente definiti gadže (gadžo “uomo non-romaní”, gadži “donna non romaní”). Questo antico termine che designa l’alterità, l’estraneità al gruppo, è analogo al termine kaddža usato tra i Dom in medioriente, al termine kača usato dai lom armeni, ed al termine kājwā (oppure kajjā o kājarō) usato tra i differenti gruppi dom in India…

Lingua

Dialetti della lingua romaní
Dialetti della lingua romaní
Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua romaní.

La lingua romaní o romanes (in romaní: “rromani ćhib“) è una lingua indoeuropea parlata, oggigiorno, soltanto da una parte dei popoli romanì (rom e sinti).I parlanti romaní, in Europa, sono circa 4,6 milioni, il 60-70% dei quali in Europa orientale e nei Balcani.

Il romaní è l’unica lingua indoaria parlata, quasi esclusivamente, in Europa, fin dai tempi del Medioevo. È una lingua che la maggior parte dei linguisti ritiene discenda dalle lingue vernacolari dell’India settentrionale, i pracriti in contrasto con la lingua letteraria colta dei religiosi, il sanscrito, e che si sarebbe sviluppata indipendentemente proprio per la struttura sociale in caste che già caratterizzava l’India antica.

Studi di linguistica e di filologia hanno individuato moltissimi termini della lingua romanì che derivano dal persiano, dal curdo, dall’armeno, dal greco, che testimonierebbero del tragitto percorso dalle popolazioni rom, dal subcontinente indiano fino in Europa, in un periodo storico compreso tra l’VIII ed il XII secolo d.C.

Oggi il romaní è lingua minoritaria riconosciuta in AustriaFinlandiaGermania e Svezia, lingua ufficiale del distretto di Šuto Orizari nella Repubblica di Macedonia e lingua ufficiale di 79 comuni rurali e della città di Budești in Romania. In Italia, la lingua romaní non gode di alcuna forma di tutela a livello nazionale, nonostante la presenza storica plurisecolare. Il presunto nomadismo è stato utilizzato dal legislatore per escludere le comunità parlanti la lingua romaní dai benefici della legge n. 482 del 1999.

Religione

I rom hanno solitamente adottato la religione del paese di residenza – in Europa, cristianesimo (cattolico e ortodosso, ma anche chiese protestanti in Europa occidentale) e Islam. Nei Balcani la maggioranza dei rom è ortodossa, in Italia sono soprattutto cattolici, come in Spagna e in America meridionale.

Struttura sociale

A causa dell’eterogeneità tra le comunità rom, gran parte degli antropologi ed etnologi ritengono possibile indicare in dettaglio solo le dinamiche intra-gruppo che fanno da sfondo agli aspetti sociali e organizzativi del “gruppo“: la consapevolezza di appartenere all’etnia rom, il desiderio di essere indipendenti e dissociati dai gadže (gagé), l’adattabilità e la sopravvivenza alle condizioni che minacciano la propria identità etnica.La struttura sociale del gruppo, in generale, è definita dalla “coscienza collettiva” determinata dai confini che vengono posti nei confronti dei gagé, così come nei confronti degli altri gruppi rom e sinti.

La famiglia (padre, madre, figli) è la struttura base della comunità rom. Oltre essa si pone la famiglia estesa, che comprende i parenti con i quali vengono sovente mantenuti i rapporti di convivenza nello stesso gruppo, comunanza di interessi e di affari. Oltre alla famiglia estesa, presso i rom esiste la kumpánia, cioè l’insieme di più famiglie non necessariamente unite fra loro da legami di parentela, ma tutte appartenenti allo stesso gruppo e allo stesso sottogruppo o a sottogruppi affini.

La tradizionale struttura sociale dei rom è rimasta intatta solo presso alcuni piccoli gruppi. Il Porrajmos distrusse la gran parte delle organizzazioni sociali preesistenti tra i gruppi rom e sinti dell’Europa centrale e orientale e i sopravvissuti allo sterminio nazista non furono in grado di ristabilire una nuova identità rom. La politica di assimilazione forzata dei paesi ex socialisti, attraverso il coinvolgimento dei rom nei kolkhoz contribuì, infine, a mettere fine al carattere nomadico delle popolazioni rom e alla struttura sociale che ne conseguiva. Le differenze storiche e culturali sedimentatesi nel corso della diaspora delle popolazioni rom fino in Europa, durante i secoli precedenti, hanno portato a una disomogeneità tra gruppi, principalmente tra i rom e i sinti, che si è sviluppata in differenze linguistiche e sociali.(continua)

fonte https://www.wikiwand.com/it/Rom_(popolo)

Frase di Ignazio Buttitta

Un popolo

Diventa povero e servo

Quando gli rubano la lingua

Datagli dal padre

È perso per sempre

130px-Buttitta-senza-occhiali-scuri

Ignazio Buttitta (Bagheria, 19 settembre 1899 – Bagheria, 5 aprile 1997) è stato un poeta italiano.)

Arriverà la primavera – Na bo paršla velazim ?

 

28701653_1685346458175776_4532869921230609048_o
vignetta di Moreno Tomazetig dal giornale Dom

Fotogalerija:corso di conversazione in sloveno con il ministro Českik/Tečaj konverzacije v slovenščini z ministrom Česnikom — NoviMatajur

    Skupina tečajnikov, ki obiskuje tečaj konverzacije v slovenščini, ki ga prireja KD Ivan Trinko, je imela 2. aprila uglednega mentorja. Predavatelj je bil namreč minister za Slovence v zamejstvu in po svetu Peter J. 81 altre parole via Fotogalerija: Tečaj konverzacije v slovenščini z ministrom Česnikom — NoviMatajur

Fieste de Patrie dal Friûl

55849376_1819696888135127_6744826709041741824_n

Tre aprile 942 anni dalla nascita della Patrie dal Friûl. Ad un certo momento diventò verso il 1200 il più grande stato della penisola italiana (impropriamente poché si estese anche in Slovenia e per brevi periodi anche in Carinzia e in SudTirolo, diventando uno stato transalpino)

 

ezimba18496383619903Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl
Da mercoledì 3 aprile al Città Fiera il percorso espositivo curato da Arlef e Società Filologica Friulana
Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova al Città Fiera l’appuntamento con la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un’iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.
Un’anticipazione dell’iniziativa si avrà già mercoledì 3 aprile, con l’inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l’Arlef e la Società Filologica Friulana, allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale sarà Antonio Maria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui ci saranno il Presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli Centrale della Società Filologica Friulana.

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Società Filologica Friulana e dedicato a “Friûl (in)storie”, progetto cha ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia.

Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde.

Sabato 6 aprile, la giornata sarà completamente dedicata a celebrare la Fieste de Patrie al Città Fiera. In particolare nel pomeriggio, dalle 16, lo Spazio Show Rondò sarà animato da molte attività: eventi musicali, tra cui l’esibizione del rapper DJ Tubet; letture e giochi per i più piccoli alla presenza di Daria Miani, amata conduttrice di Maman!, la trasmissione di Telefriuli per bambini in lingua friulana; corsi di disegno sui “Gnognosaurs” con il fumettista “Dree” Venier e approfondimenti culturali per gli adulti. L’Arlef sarà presente con un proprio banchetto informativo e promozionale, mentre l’editoria per l’infanzia in lingua friulana presenterà le più recenti pubblicazioni. Alle 20 di sabato 6 e domenica 7, inoltre, al Cine Città Fiera ci sarà la proiezione di “Facchin Center” la nuova serie dagli ideatori di “Tacons” e “Felici ma furlans”. da http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/due-mostre-anticipano-la-fieste-de-patrie-dal-fri%C3%BBl-/6/196131

VIDEO

https://www.facebook.com/AgjenzieARLeF/videos/415854665891740/

Miercus ai 3 di Avrîl, in ocasion de Fieste dal Friûl, su Telefriuli, aes 21.00, e larà in onde une trasmission speciâl prodote de ARLeF, intitulade “Viaç in Friûl”, par aprofondî lis causis che a àn puartât ae nassite dal Stât patriarcjâl furlan.

La condutore Chiara Donada e dialogarà cun William Cisilino, Marco Torresin e Francesca Battistutta, comentant i acjadiments principâi de epoche patriarcjâl e esaminant la ereditât lassade di chel periodi storic, ancje in graciis dai framents dal documentari “Friûl, viaç te storie” di Massimo Garlatti-Costa.

Mercoledì 3 Aprile,in occasione della Festa del Friuli,su Telefriuli alle ore 21.00 andrà in onda una trasmissione speciale prodotta da ARLeF,intitolata “Viaggio in Friuli” per approfondire le cause che hanno portato alla nascita dello Stato Patriarcale friulano.La conduttrice Chiara Donada dialogherà con William Cisilino, Marco Torresin, Francesca Battistutta, e commenterà i principali fatti dell’epoca patriarcale  esaminando l’eredità lasciata da quel periodo storico,anche grazie ai frammenti  del documentario “Friûl, viaç te storie” di Massimo Garlatti-Costa.(tradotto in proprio)

Perchè?

downloadQualcuno si meraviglia che io parli sempre di minoranze linguistiche.Per motivi familiari ne ho seguito le vicende un tempo in silenzio,ma ora sono in wordpress col blog,in fb con un gruppo e due pagine.Sappiate che le lingue aprono la mente e la loro conoscenza ci preserva dall’Alzheimer!!!👍

Proprio così/Prav tako

download” Già da tanto tempo sogno,sogno di concludere vivere la mia vita con una nuova lingua.Con la vostra lingua,fratelli sloveni con la lingua che non ho mai imparato e che mi risuona familiare”

Paolo Rumiz (giornalista e scrittore triestino) da un articolo di Primorske novice

Tradotto dal Novi Matajur