Festa della Patria del Friuli-Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova a Città Fiera l”€™appuntamento con la “€œFieste de Patrie dal Friûl”€. Un”€™iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. Un”€™anticipazione dell”€™iniziativa si è avuta già mercoledì 3 aprile, con l”€™inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l”€™ArLef e la Società filologica friulana, allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale è stato Antonio Maria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui il presidente dell”€™Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli centrale della Società filologica friulana. Un”€™unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “€œFurlan, lenghe de Europe”€. Curata dal William Cisilino, l”€™esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l”€™identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Filologica friulana e dedicato a “€œFriûl (in)storie”€, progetto cha ha l”€™obiettivo di diffondere la conoscenza dell”€™identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia. Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde (videoproduzioni Petrussi,a cura di Roberto Mattiussi).

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione Friuli – Venezia Giulia, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione…https://arlef.it/it/iniziative/fieste-de-patrie-dal-friul-tal-citta-fiera/

Gorizia è stata scelta quale sede ospitante la Festa del Friuli 2019 a distanza di 942 anni dalla nascita dello Stato patriarcale friulano.

L’evento è programmato per domenica 7 aprile, quando i partecipanti si ritroveranno in Piazza Vittoria, alle 9.45, per assistere all’esposizione della bandiera del Friuli…https://arlef.it/it/iniziative/festa-della-patria-del-friuli-2019-gorizia-7-aprile/

Fieste de Patrie dal Friûl

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Tre aprile 942 anni dalla nascita della Patrie dal Friûl. Ad un certo momento diventò verso il 1200 il più grande stato della penisola italiana (impropriamente poché si estese anche in Slovenia e per brevi periodi anche in Carinzia e in SudTirolo, diventando uno stato transalpino)

 

ezimba18496383619903Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl
Da mercoledì 3 aprile al Città Fiera il percorso espositivo curato da Arlef e Società Filologica Friulana
Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova al Città Fiera l’appuntamento con la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un’iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.
Un’anticipazione dell’iniziativa si avrà già mercoledì 3 aprile, con l’inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l’Arlef e la Società Filologica Friulana, allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale sarà Antonio Maria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui ci saranno il Presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli Centrale della Società Filologica Friulana.

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Società Filologica Friulana e dedicato a “Friûl (in)storie”, progetto cha ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia.

Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde.

Sabato 6 aprile, la giornata sarà completamente dedicata a celebrare la Fieste de Patrie al Città Fiera. In particolare nel pomeriggio, dalle 16, lo Spazio Show Rondò sarà animato da molte attività: eventi musicali, tra cui l’esibizione del rapper DJ Tubet; letture e giochi per i più piccoli alla presenza di Daria Miani, amata conduttrice di Maman!, la trasmissione di Telefriuli per bambini in lingua friulana; corsi di disegno sui “Gnognosaurs” con il fumettista “Dree” Venier e approfondimenti culturali per gli adulti. L’Arlef sarà presente con un proprio banchetto informativo e promozionale, mentre l’editoria per l’infanzia in lingua friulana presenterà le più recenti pubblicazioni. Alle 20 di sabato 6 e domenica 7, inoltre, al Cine Città Fiera ci sarà la proiezione di “Facchin Center” la nuova serie dagli ideatori di “Tacons” e “Felici ma furlans”. da http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/due-mostre-anticipano-la-fieste-de-patrie-dal-fri%C3%BBl-/6/196131

VIDEO

https://www.facebook.com/AgjenzieARLeF/videos/415854665891740/

Miercus ai 3 di Avrîl, in ocasion de Fieste dal Friûl, su Telefriuli, aes 21.00, e larà in onde une trasmission speciâl prodote de ARLeF, intitulade “Viaç in Friûl”, par aprofondî lis causis che a àn puartât ae nassite dal Stât patriarcjâl furlan.

La condutore Chiara Donada e dialogarà cun William Cisilino, Marco Torresin e Francesca Battistutta, comentant i acjadiments principâi de epoche patriarcjâl e esaminant la ereditât lassade di chel periodi storic, ancje in graciis dai framents dal documentari “Friûl, viaç te storie” di Massimo Garlatti-Costa.

Mercoledì 3 Aprile,in occasione della Festa del Friuli,su Telefriuli alle ore 21.00 andrà in onda una trasmissione speciale prodotta da ARLeF,intitolata “Viaggio in Friuli” per approfondire le cause che hanno portato alla nascita dello Stato Patriarcale friulano.La conduttrice Chiara Donada dialogherà con William Cisilino, Marco Torresin, Francesca Battistutta, e commenterà i principali fatti dell’epoca patriarcale  esaminando l’eredità lasciata da quel periodo storico,anche grazie ai frammenti  del documentario “Friûl, viaç te storie” di Massimo Garlatti-Costa.(tradotto in proprio)

Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Da mercoledì 3 aprile al Città Fiera il percorso espositivo curato da Arlef e Società Filologica Friulana

Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova al Città Fiera l’appuntamento con la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un’iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.
Un’anticipazione dell’iniziativa si avrà già mercoledì 3 aprile, con l’inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l’Arlef e la Società Filologica Friulana,  allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale sarà AntonioMaria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui ci saranno il Presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli Centrale della Società Filologica Friulana.

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Società Filologica Friulana e dedicato a “Friûl (in)storie”, progetto che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia.

Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde.

Sabato 6 aprile, la giornata sarà completamente dedicata a celebrare la Fieste de Patrie al Città Fiera. In particolare nel pomeriggio, dalle 16, lo Spazio Show Rondò sarà animato da molte attività: eventi musicali, tra cui l’esibizione del rapper DJ Tubet; letture e giochi per i più piccoli alla presenza di DariaMiani, amata conduttrice di Maman!, la trasmissione di Telefriuli per bambini in lingua friulana; corsi di disegno sui “Gnognosaurs” con il fumettista “Dree” Venier e  approfondimenti culturali per gli adulti. L’Arlef sarà presente con un proprio banchetto informativo e promozionale, mentre l’editoria per l’infanzia in lingua friulana presenterà le più recenti pubblicazioni. Alle 20 di sabato 6 e domenica 7, inoltre, al Cine Città Fiera ci sarà la proiezione di “Facchin Center” la nuova serie dagli ideatori di “Tacons” e “Felici ma furlans”.

http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/due-mostre-anticipano-la-fieste-de-patrie-dal-fri%C3%BBl-/6/196131

Il proverbio della settimana

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da fb

Avrîl al rît / co’ al vai” “ Aprile ride e sarà dunque un mese propizio quando piange, ovvero sarà un mese piovoso”.

Il proverbio friulano della settimana 📘

55576258_2335259313222286_3838282929495080960_odi Vita nei campi

“Se insolènt sofle la buere, / e jè dongie la primavere”

ovvero se la bora soffia forte (insolente) la primavera è vicina.

https://www.facebook.com/vitaneicampi/photos/a.286422191439352/2335259309888953/?type=3&theater

Frase del mattino

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pixabay

“O ai scuvierzût il segret dal mâr meditant suntune gote di rosade”
“Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.”
KHALIL GIBRAN

Pasolini e “L’Academiuta di lenga furlana”

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Versuta chiesetta di S.Antonio Abate luogo di gioventù pasoliniana https://www.wikiwand.com/it/Versuta credit Paolo Steffan

L’Academiuta di lenga furlana è stato un istituto di lingua e poesia fondato nel 1945 a Casarsa della Delizia ( Friuli ), che raccoglie un gruppo di neologi seguaci dei principi del felibrismo regionale .

Storia
L’Accademiuta viene fondata nel 28 febbraio 1945 da Pier Paolo Pasolini e alcuni suoi amici, tutti lettori appassionati di Graziadio Isaia Ascoli e seguaci dei suoi ideali. Viene dedicata al fratello di Pasolini, Guido, ucciso da alcuni partigiani pochi giorni prima.

I poeti si riuniscono la domenica pomeriggio a Versuta , alternando letture di poesia all’ascolto di brani musicali eseguiti dalla violinista Pina Kalc.

Nell’agosto dello stesso anno esce il primo numero dello Stroligùt (Il Lunarietto), prima rivista ufficiale dell’Accademiuta, della quale uscirà in totale 5 numeri.

Pasolini invita poeti e scrittori a collaborare con testi in lingua friulana e circa quindici o venti poeti subiscono la sua influenza, tra cui Amedeo Giacomini , Umberto Valentinis, Novella Cantarutti , Leonardo Zanier, Federico Tavan , Giacomo Vit e Nelvia Di Monte.
fonte https://www.wikiwand.com/it/Academiuta_di_lenga_furlana

Dal 21 marzo 2019 l’Academiuta è intitolata a Guido (fratello di Pasolini),il partigiano Ermes ucciso nell’eccidio di malga Porzùs.Nell’Accademiuta Pasolini faceva scuola ai figli dei contadini che dopo la guerra non frequentavano più la scuola.

Curiosità

Pasolini trascorse un breve periodo della sua infanzia a Idria (allora Italia) dove frequentò la quarta elementare.Vi si trasferì con la sua famiglia,il padre ufficiale dell’esercito italiano  diventato famoso per aver salvato la vita a Mussolini ,la madre era una maestra elementare di Casarsa.

Per il suo 90° anniversario della nascita il comune di Idria gli ha dedicato una targa.

Società Filologica friulana

ezimba18496383619903Filologica friulana è un’associazione che promuove lo studio, la coscienza, la salvaguardia e la valorizzazione della lingua friulana, della letteratura, dell’insegnamento, dell’arte, la valorizzazione di beni culturali e nel promuovere la conoscenza delle lingue e delle culture minoritarie.

https://www.facebook.com/filologjiche/videos/982180801981336/

 La Società filologica friulana è un’associazione che ha come scopo la salvaguardia della lingua e della cultura friulana, costituita a Gorizia il 23 novembre del 1919.

I fondatori furono alcuni rappresentanti della cultura friulana, come Giovanni Lorenzoni (che ne fu il primo presidente), Bindo Chiurlo, Ugo Pellis, Ercole Carletti. Fu intitolata al glottologo goriziano Graziadio Isaia Ascoli, che fondò gli studi di dialettologia in Italia e che per primo descrisse scientificamente la lingua friulana nel numero inaugurale della rivista Archivio glottologico italiano. La società fu riconosciuta ente morale nel 1936.

I suoi scopi, secondo lo statuto, sono la promozione della lingua friulana e la tutela della minoranza linguistica, lo studio e la conoscenza della cultura friulana nei suoi vari aspetti (filologia), letteratura, storia, storia dell’arte, tradizioni popolari, musica, spettacolo), la tutela dei beni culturali friulani e in generale la promozione della conoscenza delle lingue e delle culture minoritarie.

L’associazione raccoglie alcune migliaia di soci e coltiva relazioni e scambi culturali con altre associazioni, enti ed università. Ha contribuito alla realizzazione dell’Atlante linguistico italiano e dell’Atlante storico linguistico etnografico friulano.

Ha sede centrale a Udine, con sedi distaccate anche a Gorizia (Friuli orientale), a Pordenone (Friuli occidentale) e a Tolmezzo (Carnia). da https://www.wikiwand.com/it/Societ%C3%A0_filologica_friulana

 

Proverbi

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da https://elvira513.wordpress.com/tag/gif-animata/

A San Josef /la sisile sòt il tet (friulano)

A San Giuseppe/la rondine sotto il tetto

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di Moreno Tomazetig dal Dom

traduzione – Ciò che in marzo è verde,facilmente si secca .Dialetto sloveno delle Valli del Natisone/Nediške doline

 

 

Favole friulane

Le favole rappresentano uno degli elementi che accomunano culturalmente il popolo friulano.
La gente, nei secoli passati, ma anche nei momenti di difficoltà (esemplare è stato il periodo post-terremoto del 1976) ritrova il senso della comunità rimettendo insieme i ricordi e le tradizioni, e quindi anche i racconti che i vecchi hanno tramandato oralmente.
La posizione geografica della Regione, al confine con l’Austria e la Slovenia, ha storicamente posto il Friuli in condizione sia di subire innumerevoli invasioni straniere, sia di porre al popolo friulano condizioni favorevoli per emigrare negli stati limitrofi, anche stagionalmente. Ogni popolo, nel suo passaggio sul territorio friulano, ha lasciato tracce di culture diverse che si ritrovano anche nelle fiabe. In particolare molte favole friulane riecheggiano le più famose fiabe della tradizione germanica e nordica.
L’universo delineato dalla fantasia friulana è molto variegato, intimamente connesso alla realtà geografica, quindi legato alla terra, ai monti e alle grotte, fino al mare.

Protagonisti

I protagonisti sono gli animali, gli esseri mitici (gnomifollettiaganeorchi).
Un filone appartiene alle fiabe religiose, per lo più legate al tema dell’aldilà. Protagonisti ricorrenti sono il Signore e San Pietro.
Le fiabe storiche nascono da luoghi e personaggi storici, tra queste spiccano quelle dedicate ad Attila, che alla testa degli Unni calò sulla pianura friulana e distrusse Aquileia.
Esiste anche un filone di racconti satirici, per lo più utilizzati in occasioni propizie alla narrazione di storie allegre, alcune legate alla vita paesana e ai personaggi ridicoli che la popolano. Nei racconti della pianura, è ricorrente la ridicolizzazione dei carnici, che con semplicità e ingenuità scendono a valle dalle montagne e hanno difficoltà a districarsi nella vita della “più evoluta” pianura.

Raccolte

Le favole friulane vengono raccontate in forme diverse a seconda del territorio da cui provengono ed inoltre ciascun territorio ha le proprie specificità. Le fiabe di animali sono particolarmente diffuse nella val Resia, mentre nel resto del territorio sono scarse.

La narrativa popolare friulana è prevalentemente legata alla tradizione orale, tuttavia nel tempo, vari raccoglitori di fiabe hanno contribuito a far conoscere le fiabe friulane.

Caterina Percoto fu la prima raccoglitrice e rielaboratrice della narrativa popolare friulana e pubblicò nel 1863 Racconti, una raccolta di favole friulane.

Dolfo Zorzut tra il 1924 e il 1927 pubblicò per la Società filologica friulana Sot la nape..(I racconti del popolo friulano).

Italo Calvino nel 1956 pubblicò una storica raccolta di 200 fiabe popolari, le Fiabe italiane, che includono alcuni racconti della tradizione friulana….

https://www.wikiwand.com/it/Favole_friulane

 

tiaris3b1 – Lis aganis cui pîts di dindie

Gno barbe al contave (chê volte si contave tant tes stalis, no?) che di gnot si riscjave di cjatâ chistis fèminis, lis aganis, che de vite in sù e’ erin compagnis di noâtris e de vite in jù e’ èrin strambis parcech’e vèvin i pîts di dindie, che si vedèvin sot des còtulis. E’ erin bielis fèminis vistudis simpri a blanc, chistis aganis, e lis vedèvin cualchi volte ch’e balàvin tra di lôr di gnot. Cualchi volte e’ vignìvin a curiosâ dongje des stalis, là ch’e stave le int di sere. BURI

Le fate dai piedi di tacchina
Raccontava mio zio (a quei tempi si raccontava molto nelle stalle) che di notte si correva il rischio d’incontrare delle donne, le fate dell’acqua, che dalla vita in sù erano simili a noi e dalla vita in giù erano molto strane perché avevano i piedi di tacchina, che si scorgevano al di sotto delle gonne. Erano delle belle donne, sempre vestite di bianco, queste fate, e qualche volta si vedevano ballare di notte fra di loro. Talvolta venivano a curiosare vicino alle stalle, dove la gente si radunava di sera. BUTTRIO

2 – Lis aganis cu lis talpis di ôcje

Chisc’ contadins di une volte e’ jevàvin a une, a dôs par lâ a vôre. I nestris, par esempli, e’ vèvin sedis cjamps di prât là ch’e jé cumò le polvariere; e’ lèvin-jù a pît… trê oris di viaç. E’ contàvin che une volte un zòvin al ere stât a balâ. Cuanche ‘l é vignût cjase tart, e’ èrin za lâts-vìe ducj, chei di cjase. Alore, no?, pôre di sintîlis di so pari, al si é gambiât a le svelte e ‘l partìs cul falçut a pît, a dute gnot. Dopo un pôc al passe tal paîs ca dongje – Solescjan, mi pâr – e ‘l viôt ch’e balàvin te place. Ma chel che ‘l ere strani al ere ch’e èrin nome fantatis ch’e balàvin, bielis fantatis dutis vistudis a blanc. – Orpo! – ‘l à dite lui – Viôt ca ce furtune! -. Al cjape ‘l falçut e lu poe cuintri un mûr e ‘l va a balâ cun chistis fantatis.  E cussì al varà balât une miez’ore, fin quanche al cjale par cumbinazion par tiare, e no ti viòdial ch’e èrin lis aganis chês fantatis! E’ vèvin dutis lis talpis di ôcje. Chel fantat al à cjapade tante di chê pôre! Robis che nol mueri! Chistis robis e’ sucedèvin prime dal Concili di Trent. Dopo no si à plui vidût… CJAMINET

Le fate dalle zampe d’oca

I contadini di un tempo si alzavano all’una, alle due del mattino per andare al lavoro. Quelli della nostra famiglia, ad esempio, possedevano sedici campi a prato dove ora c’è la polveriera; e vi andavano a piedi… tre ore di cammino. Si diceva che una volta un giovane era andato a ballare. Rincasò tardi, quando i familiari se n’erano già tutti andati. Allora, per timore dei rimproveri del padre, si cambiò in fretta e partì a piedi, con la falce, a notte fonda. Dopo un tratto, attraversa un paese dei dintorni – Soleschiano, credo – e vede che stavano ballando nella piazza. Ma la cosa strana era che stavano ballando solo delle ragazze. Belle giovani, tutte vestite di bianco. – Perbacco! – disse – Guarda un po’ che colpo di fortuna!  Appoggia la falce ad un muro e va a ballare con le ragazze. Ballava da una mezz’ora, quando casualmente guardò in basso e si accorse che quelle ragazze erano delle fate dell’acqua. Avevano tutte le zampe d’oca. Il giovanotto si prese un tale spavento da restarci quasi secco. Queste cose avvenivano prima del Concilio di Trento. Poi non se ne è saputo più nulla… CAMINETTO

da https://www.natisone.it/0_store/furlanis/miti/cividat_1.htm