Facciamo anche noi come a Capodistria. Piazze e vie in sloveno,friulano e tedesco e dialetto e con i nomi dell’Austria e non solo

20180422_162242

Città conosciuta nell’antica grecia come Aegida, poi varie varianti che porteranno all’attuale Capodistria, Koper, passando da una lunga dominazione veneziana, poi l’Impero Austroungarico dall’inizio del 1800 fino alla fine della prima guerra mondiale che vedrà su Capodistria una breve parentesi del Regno d’Italia, poi la contesa e l’assegnazione alla Jugoslavia prima, Slovenia poi. Dopo varie peripezie come si è appreso dalla stampa a Capodistria verranno collocate targhe in tre lingue, sloveno, italiano ed inglese riportando il vecchio nome della piazza. Un modo con cui soprattutto si rimarca il ricordo storico della venezietà della città istriana. Una iniziativa che fece discutere soprattutto quando provocatoriamente o meno venne collocata una targa sotto l’attuale piazza Tito della stessa grandezza e misura che richiamava il nome italiano della piazza, piazza del Duomo, e per molti ciò è stato letto come un passo finalizzato a togliere piazza Tito.

DSC_0190

Visto che il Friuli Venezia Giulia vede la sua specialità nelle sue radici slave, latine e germaniche, come si ricorda ad esempio sul Lussari, nella tutela della lingua slovena, friulana e tedesca,

20180816_152254_2

sarebbe cosa e giusta fare la stessa cosa di Capodistria. Almeno nelle principali località e per le vie o piazze più importanti o che rientrano in circuiti storici e nei Comuni dove si applicano le tutele delle lingue di minoranza. In alcuni comuni ciò forse succede, ma a macchia di leopardo. Un qualcosa di più sistemico e coordinato sarebbe preferibile vista la complessità di questa regione. Vie e piazze dunque in friulano, italiano, tedesco e sloveno e perchè no? Anche in dialetto, in bisiaco, ad esempio, passando da quel già che può ricordare l’Impero Austroungarico per alcuni o altri periodi storici importanti.

Marco Barone

https://xcolpevolex.blogspot.com/2018/09/facciamo-anche-noi-come-capodistria.html?spref=fb

Gruppi alloglotti sloveni e tedeschi nel FVG

Identità alloglotte sostenute da una ‘lingua tetto’ esterna ai confini nazionali.

Sloveno
Lingua ufficiale della nuova compagine statale sorta il 23 dicembre 1991
è dalla dissoluzione della ex Jugoslavia, lo sloveno conosce delle propaggini
all’interno del territorio della regione Friuli Venezia Giulia.

Premesse storiche

La presenza di una comunità slovena nello Stato italiano risale all’annessione
delle “Province della Venezia”, conseguente al trattato di pace del 3 ottobre
1866, che, al termine della III Guerra d’indipendenza, incluse nei confini del
regno anche gli abitanti della “Slavia veneta”. La perifericità e la modesta
rilevanza dell’insediamento, oltre al clima culturale poco propenso alla
valorizzazione delle identità alloglotte, lasciarono il gruppo del tutto privo di
riconoscimento e tutela giuridica.

Gruppi alloglotti sloveni e tedeschi presenti nel Friuli Venezia Giulia
grazie al suo status di minoranza di confine protetta dai trattati internazionali
che hanno regolato i rapporti tra l’Italia e la Jugoslavia prima (dal Memorandum
di Londra del 1954 agli accordi di Osimo del 1972, ratificati nel 1977) e la
Slovenia poi, ha potuto beneficiare di una legislazione di tutela in materia di
minoranze etnico-linguistiche che comunque tagliava fuori i gruppi sloveni
della provincia di Udine. La discriminazione è stata sanata con la legge 482 del
1999; il quadro della tutela si è ora completato dopo l’avvenuta approvazione da
parte del Parlamento italiano di una organica legge relativa all’intera minoranza
di lingua slovena del Friuli Venezia Giulia, la n. 38 del 2001.4.1.2

Stime quantitative
In assenza di un censimento linguistico generalizzato (il quesito
sull’appartenenza linguistica, previsto fino al 1961 per la sola provincia di
Trieste, non è stato più proposto nei successivi censimenti), una quantificazione
della popolazione di lingua slovena è difficile; essa è tuttavia è calcolabile con
buona approssimazione tra un minimo di 50 e un massimo di 100 mila persone.

Ambito di diffusione
Lo sloveno è parlato, con diversi gradi di vitalità, nella fascia frontaliera al
confine con la Slovenia. nelle province di Trieste, Gorizia e Udine (per una
descrizione dei tipi dialettali si deve risalire in ultima analisi alla sezione
Rezijanski dialekt di Ramovš 1935, pp. 30-41).
Nel territorio di Trieste la parlata slovena è praticata nel centro della città,
nella periferia (Chiarbola, Servola, Guardiella, Barcola, Gretta, Scorcola,
Roiana) e nelle frazioni del circondario (Santa Croce sopra Trieste, Prosecco,
Contovello, Villa Opicina, Trebiciano, Basovizza), nonché nei comuni del
retroterra (S. Dorligo della Valle, Duino-Aurisina, Sgonico, Monrupino).
Nella provincia di Gorizia la parlata slovena vive ancora nei sobborghi
della città e nell’area collinare a nord del capoluogo (Collio).
Per la provincia di Udine parlate di ceppo sloveno resistono nella Val
Canale, in Val Resia, nelle valli del Torre e del Natisone; è doveroso mettere in
evidenza la complessa situazione della Val Canale dove convivono elementi
linguistici del mondo romanzo, germanico e slavo rappresentando l’unico caso in
cui si incontrano e sovrappongono queste tre lingue e culture.

Status differenziato dello sloveno nelle diverse aree regionali
Occorre tenere distinte, per motivi di ordine linguistico, storico e sociopolitico la
condizione delle aree slovene della provincia di Udine (la “Slavia Veneta”)
dalle comunità di espressione slovena stanziate nelle province di Gorizia e di
Trieste. Le prime parlano varietà dialettali arcaiche, rimaste a lungo isolate
rispetto alla ‘lingua tetto’ per la lunga appartenenza del loro territorio alla
Repubblica di Venezia prima, al Regno Lombardo-Veneto e all’Italia dal 1866
in poi; gli Sloveni della zona di Trieste e di Gorizia, passata all’Italia nel 1918
dopo aver fatto parte dell’Impero austro-ungarico, furono invece costantemente
integrati nel contesto culturale e politico sloveno.
Con questi presupposti si spiega la diversificata condizione dello sloveno
nel territorio del Friuli Venezia Giulia: come è noto in alcune aree (Trieste-Gorizia) è lo sloveno standard l’idioma di riferimento corrente, sostenuto
oltretutto dall’uso che ne fanno le agenzie formative, in primis la scuola, gli
organi di stampa (con particolare riguardo al “Primorski Dnevnik”) e le
organizzazioni rappresentative dell’identità slovena; al contrario nelle comunità della provincia di Udine non sempre lo standard viene accettato come “tetto”
linguistico e si tende ad enfatizzare la peculiare fisionomia delle varianti locali.
Si è in tal modo venuta a creare quella che è stata individuata come una “frattura
culturale e linguistica tra gli slavofoni dell’area triestina e goriziana e quelli
della provincia di Udine … che non si riconoscono volentieri in un’identità
’slovena’ e preferiscono promuovere le specificità delle proprie varietà dialettali
(molto eccentriche rispetto allo standard sloveno) e delle peculiari tradizioni
culturali …” (Toso 2008, p. 83 con argomenti attinti da Benacchio 2002, pp. 63-
64 ora riveduti in Benacchio 2011).

Isole linguistiche di origine carinziana

Nuclei tedeschi che praticano parlate di origine carinziana sono tuttora
vitali in Friuli nelle isole linguistiche di Sauris/Zahre e Timau/ Tischlbong
(frazione del comune di Paluzza) e inoltre nel Canal del Ferro a Pontebba e nella
Val Canale a Malborghetto Valbruna e Tarvisio; in Val Canale in particolare il
dialetto germanico entra a far parte di repertori plurilingui complessi
comprendenti anche il friulano e lo sloveno nelle sue varietà locali e standard.
Agli insediamenti di area friulana è assimilabile il centro di Sappada/Plodn da poco in provincia di Udine ma appartenuto al Friuli fino al 1852 e tuttora soggetto
alla giurisdizione ecclesiastica dell’arcidiocesi di Udine. http://www.orioles.it/materiali/pn/Plurilinguismo_Friul.pdf

Sappada/Plodn

23795023_1136479016486370_3403147581622884139_n

Che dire… poco fa, per curiosità stavo consultando il “Frasario del sappadino” e…
Plodarisch/Tedesco sappadino: “In Plodn saint volla trieschtar”
Italiano: “A Sappada è pieno di triestini”
Conclusione: Sappada è PROPRIO Friuli! 😂😂😂😂😂
😍 #PlodnisinFriaul
Scherzi a parte – dopo anni in cui un circo di politicanti di discutibile livello l’ha presa in giro, finalmente è stata rispettata la volontà di una comunità!

Sappada / Plodn: piccolo paese di montagna con una storia, una tradizione ed un paesaggio unico rispetto alle altre realtà dolomitiche, verso cui vorremmo proporre un viaggio che, partendo dalla cima del monte Peralba, porti fino alla cascata dell’Acquatona, alla scoperta di questa isola linguistica di matrice tedesca tra Austria, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Proprio in cima alla Val Sesis nasce il fiume Piave, il sacro fiume che regala alla Valle di Sappada la sua particolare conformazione: l’abitato si estende infatti per una lunghezza di circa cinque chilometri. Le quindici borgate di Sappada (heivilan), ognuna con le sue peculiarità, sono circondate da una corona di montagne raggiungibili in poche ore di cammino dal centro abitato.
Chi avrà la fortuna di visitare Sappada potrà scegliere la sua vacanza ideale: potrà godere di un paese interessante e vivo, intrufolandosi nella vita tra le case in legno egregiamente conservate o potrà dedicarsi alle spese nei negozi del centro o nelle botteghe che punteggiano il paese; potrà godere di un concerto nei borghi durante l’estate o dell’allegria delle piste o del parco giochi di Nevelandia durante l’inverno.
Chi ama la tranquillità non resterà certo deluso: Sappada offre una vastissima gamma di possibilità per quanto riguarda le passeggiate all’aria aperta. Semplici stradine partono ad ogni angolo del paese e possono essere percorse anche durante l’inverno con ai piedi un paio di ciaspe o con una slitta.

Il 20 settembre 2017 il Senato della Repubblica ha dato parere positivo al trasferimento di Sappada alla regione Friuli-Venezia Giulia .

continua https://www.isolelinguistiche.it/it/sappada-plodn-veneto.html

Per ritrovare le radici del FVG devi salire a 1800 metri di altezza sulle Alpi Giulie ê•¥

20180816_151442_Burst01

Nessuna scalata epocale, ma basta pagare il biglietto della funicolare che da Tarvisio ti conduce al santuario di Monte santo di Lussari. Oppure, se hai più pazienza, tempo ed il fisico regge, puoi percorrere a piedi il tratto che ti condurrà in cima. Tra croci e pellegrinaggi che ebbero luogo fin da 16° secolo, con una piccolo presepe a dimensione turistica mentre smarrisci il tuo sguardo oltre i 2000 metri della cima cacciatori

la regina del piccolo borgo è  una chiesa che ha conosciuto mille peripezie, dai divieti di celebrazione alla distruzione a causa delle guerre che hanno martoriato questa fetta di terra anche in alta montagna. E lì leggi una targa che ricorda le origini di questa terra. Radici latine, slave e germaniche. Tra sentimenti religiosi, laici, e tradizioni popolari.

Che sono quelle che porteranno alla specialità statuaria del FVG, con il suo plurilinguismo che qualche giapponese nella giungla nazionalista e italianissimo vorrebbe ancora oggi mettere in discussione.

Qui si incontravano i latini, germanici e gli slavi. E si incontrano ancora oggi. E domani chissà.
Marco Barone

PLODAR FEST

640px-Sappada_panorama
Di Created by User:Sebi1 – Italian wikipedia, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3760204

Sappada (Plodn nel dialetto tedesco sappadino, Bladen in tedesco, Sapade o Ploden in friulano, Sapada in ladino) è un comune italiano di 1 315 abitanti dell’Unione Territoriale Intercomunale della Carnia, in Friuli-Venezia Giulia. Isola linguistica germanofona, è una nota stazione turistica estiva ed invernale; nel 2007 ha ricevuto il marchio di qualità bandiera arancione.
Grande festa folkloristica sotto il tendone di 900 mq in località Eiben.
Birra spinata direttamente dalla botte, folklore, stand gastronomico e complessi musicali di altissimo livello
Org. Gruppo Folk Holzhockar

continua https://it.wikipedia.org/wiki/Sappada

Programma Plodarfest 2018

Venerdì 10

ore 17 presso ponte rio Muhlbach

Grande sfilata di apertura: Il Rollate, la banda di Pozzuolo del Friuli, gli Arrotini della Val Resia, tanti bimbi il costume ed i piccoli Holzhockar festeggiano il carro della Grande Botte fino al Tendone, Apertura ufficiale con la spinatura della prima Birra Forst esclusiva Plodarfest a cura del Mastro birraio e primo Ein Prosit, Apertura stand gastronomico.

ore 20.30 : I fortissimi OBERKRAINER SESSION vi faranno ballare il miglior folk delle Alpi!!!

dalle 23.15, grande apres ski con Gravy e Mauri Dj!!

Sabato 11

ore 17 apertura stand

dalle ore 21.30 Tornano a Sappada dopo il successo dello scorso anno, torniamo negli anni 90′ con i Gary Baldi Bros!

Dalle 23.30 Susy e Stefy, fantastiche cubiste, in console c’è EDDYJ!!

Domenica 12

ORE 10: COLORWALK , a cura del CAI Sappada . Quest’anno la passeggiata dei colori fa le valigie e si trasferisce … alla PLODAR FEST!

…continua http://www.sappadadolomiti.com/news-eventi/plodar-fest.html