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Portis deve rinascere

Il documentario ha come soggetto uno studio di antropologia visuale sul paese di Portis; in particolare esso riguarda il recupero della memoria collettiva e individuale legata al sisma del 1976, alla fase dell’emergenza e al successivo abbandono della vecchia Portis, sino alla costituzione della Cooperativa Nuova Portis con la successiva ricostruzione del paese in altra sede. Lo straordinario interesse antropologico di queste vicende risiede nel aver mantenuto dei segni della passata vita familiare e comunitaria nel vecchio paese abbandonato (il cimitero, la cura verso quanto rimane, il collocare segni e nomi delle famiglie che un tempo lì abitavano e altre pratiche di “manutenzione della memoria”). Questo fare del paese abbandonato non solo un luogo della ricordo ma sopratutto della socialità comunitaria rende Portis un caso unico a livello nazionale di “svuotamento” e ricostruzione che non recide il legame degli abitati con il periodo pre-sismico ma anzi lo alimenta giorno dopo giorno. Foto di copertina di Alessandro Coccolo

video di Stefano Morandini antropologo visuale

Portis è una frazione del comune italiano di Venzone, nella provincia di Udine. approfondisci https://www.wikiwand.com/it/Portis

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ForEst-Studio Naturalistico

Ancora posti disponibil per la nuova avventura con l’amico e collega Nicola Picogna!
L’iniziativa Quattro passi con l’Otturatore prende l’avvio domenica 14 aprile …andando a caccia di orchidee selvatiche! 🌺
Il Laboratorio Fotografico Itinerante: Tra i Colli di Osoppo attende tutti gli appassionati!

Maggiori info sul nostro sito:http://www.studioforest.it/…/laboratori-fotografici-itiner…/

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Pare forse un po’ strano che io proponga a mesi di distanza riflessioni sull’ambiente di vecchia data, ma se avessi offerto tutte le relazioni del primo dicembre al convegno “La montane dai Sants: alluvione 2018” in pochi giorni, poi l’argomento sarebbe sparito dal vostro interesse. 2.883 altre parole

via L’intervento dell’ingegnere idraulico Matteo Cuffolo il 1° dicembre all’isis F. Solari. Previsione e manutenzione sullo scorrimento delle acque. — Non solo Carnia

L’intervento dell’ingegnere idraulico Matteo Cuffolo il 1° dicembre all’isis F. Solari. Previsione e manutenzione sullo scorrimento delle acque. — Non solo Carnia

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📰 Il vento che tira in Friuli

da https://www.facebook.com/openFVG/55554506_658776591233501_8714398814343004160_oDopo un voto discutibile in Consiglio regionale c’è evidentemente bisogno di dirlo: siamo nettamente dalla parte dell’antifascismo e di chi ha lottato per la Liberazione dell’Italia e dell’Europa. La visione di una Regione aperta, quella che portiamo avanti, è quanto di più lontano e opposto ci possa essere ai principi ispiratori del nazifascsmo.

Questo non ci impedisce di vedere gli errori (e gli orrori) fatti anche dalla nostra parte. Ma questi errori a loro volta non devono impedirci di vedere come stanno le cose. È vero, c’è un inaccettabile revisionismo storico che attraversa tutto il dopoguerra e che alla fine del secolo incontra purtroppo anche l’insperata accodiscendenza di una parte del campo costituzionale. Ma a parte questo la sinistra non c’entra, è il negazionismo della destra. Quello che occulta sistematicamente venti anni di orrori in Slovenia, Istria e Dalmazia – e nella stessa Trieste. Quello che costruisce le sue alterne fortune politiche sulla continua riproposizione ed enfatizzazione della vicenda delle Foibe per distogliere l’attenzione dalle gravissime responsabilità del fascismo di confine nella persecuzione di slavi del Sud e antifascisti e nell’applicazione concreta delle leggi razziali, dall’annuncio in Piazza Unità d’Italia alle delazioni che conducevano ai forni crematori della Risiera di San Sabba.

Esprimiamo piena solidarietà all’ ANPI VZPI Trieste e a tutti gli storici antifascisti bersaglio della velenosa mozione presentata dalla destra in Consiglio regionale. E grazie a Loredana Panariti per avere spiegato già qui la valutazione netta di tutta Open FVG sull’importanza di una ricerca storica che si possa dispiegare libera da ogni condizionamento che non sia quello della rigorosità del metodo scientifico.

Ma grazie anche a Furio Honsell per avere voluto e saputo riflettere sulle critiche che Open FVG ha ricevuto e per avere ammesso un proprio errore di valutazione. A chi ci conosce ancora poco chiediamo di non avere dubbi: Open FVG è tutta dalla parte dell’antifascismo e contro il revisionismo, che è quello portato avanti dalle destre in tutti questi anni. Parlano le nostre storie politiche e i nostri atti. A cominciare da quelli di Furio Honsell. Da sempre in prima fila – come e meglio di molti di noi – dalla parte dell’antifascismo e della Resistenza.

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📢 Il vento che tira da Roma😒

da https://ilventunesimosecolo.blogspot.com/56563177_10155929191335653_6928034195524550656_oIl Ventunesimo Secolo – XXI secolo – Blog d’Informazione Sito web di notizie e media

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Valcanale sotto attacco

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Anche in Valcanale una rondine non fa primavera. Nella valle che oggigiorno riassume le quattro anime linguistiche del Friuli Venezia Giulia, ultimamente non corrono bei tempi per lingua e cultura slovene.

Don Mario Gariup manca alla comunità da quasi due mesi e, dopo tanti decenni vissuti tra la gente, il vuoto lasciato dalla sua scomparsa si fa ancora sentire. Ricordiamo che don Gariup aveva fatto il proprio ingresso in Valcanale nel 1974 dapprima come parroco di Ugovizza/ Ukve (dove era giunto anche a seguito dell’invio, da parte dei paesani, di una petizione al vescovo di Udine, affinché mandasse loro un sacerdote che parlasse anche lo sloveno) e Valbruna/ Ovčja vas. Nel 1999 aveva assunto anche la cura della parrocchia di Malborghetto con le comunità di Santa Caterina e Bagni di Lusnizza. Ora che non c’è più, i fedeli notano come l’attuale amministratore parrocchiale, il parroco di Tarvisio, don Claudio Bevilacqua, non abbia la necessaria attenzione per le lingue locali, specie per lo sloveno, ancora presente nelle celebrazioni e nella vita religiosa di Ugovizza, e per le usanze religiose della zona, profondamente radicate. Al contrario. Si fanno sempre più insistenti i tentativi di vanificare quanto prima gli sforzi compiuti dal defunto parroco, affinché la fede cristiana fosse radicata nell’identità slovena locale. È vero che nella comunità presta la propria opera spirituale un giovane padre francescano sloveno, ma la guida della parrocchia è nelle mani di altri.

Camporosso/Žabnice

Anche nella vicina parrocchia di Camporosso/Žabnice, a due anni e mezzo dalla scomparsa del parroco, mons. Dionisio Mateucig, la celebrazione dei riti resta in parte bilingue per iniziativa dei fedeli stessi.

La popolazione valcanalese fatica a capire perché lì, a celebrare, sia un sacerdote coadiutore che non conosce lo sloveno, quando sarebbe più semplice se a presiedere le celebrazioni a Camporosso fosse il padre che si occupa di Ugovizza o il confratello sloveno responsabile di Lussari/ Svete Višarje. L’altro coadiutore potrebbe, invece, con più agevolezza celebrare nei paesi della collaborazionepastorale di Tarvisio dove non si prega in sloveno.

Si avvicina, ora, il periodo pasquale, che in Valcanale è ricco di usanze piuttosto antiche. Come già l’anno scorso, è grande tra i fedeli il timore che, dopo la morte di mons. Mateucig, don Morandini e don Gariup, il loro regolare svolgimento si interrompa bruscamente.

In ambito scolastico, invece, pare che per complicazioni di natura burocratica non siano ancora stati erogati gli 80.000 euro stanziati dalla Regione Friuli- Venezia Giulia per il proseguimento della sperimentazione plurilingue nel plesso scolastico di Ugovizza e la sua estensione a quelli di Camporosso e Tarvisio. Al tempo stesso, tramite iniziative e dichiarazioni, alcuni circoli e personaggi che in Valcanale non godono di grande stima e sostegno da parte della popolazione (usando un eufemismo, la stessa comunità locale li definisce «impresentabili») con le loro prese di posizione rischiano di mettere a repentaglio tutti gli sforzi messi costantemente in campo dalle amministrazioni comunali e dalle organizzazioni della minoranza slovena.

È grazie a questi sforzi che, se non altro, l’insegnamento dello sloveno nelle scuole d’infanzia e primarie è perlomeno proseguito, per tutti i bambini dai 3 agli 11 anni d’età.

Un’altra faccenda che non fa dormire sonni tranquilli in Valcanale e non solo è il paventato progetto di fare del Monte Santo di Lussari una delle tappe del Giro d’Italia costruendo una strada asfaltata diretta al santuario. Il luogo, infatti, riveste un grande significato per i fedeli di lingua italiana, friulana, tedesca e slovena. In quest’ultimo caso, è bene precisarlo, parliamo sia degli sloveni della Repubblica di Slovenia sia di quelli delle comunità slovene autoctone in Italia e Carinzia. Potenzialmente, il progetto di una strada spalancherebbe le porte a un turismo di massa, che metterebbe a rischio il principale tratto distintivo del borgo di Lussari, ossia quello di luogo di pace e spiritualità.5Ukovska-cerkev-250x300

La comunità slovena in Valcanale è, quindi, sotto attacco – e tutti gli attori che possono fare qualcosa, a iniziare dall’intera comunità slovena in Italia, farebbero bene a difenderla in modo adeguato. (R. D.)

https://www.dom.it/kanalska-dolina-pod-udarom_valcanale-sotto-attacco/

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Ricetta del maitre Giacomo Rubini

Gli spaghetti ai sardoni di Grado

Il maitre del ristorante “Settimo cielo” di Grado, Giacomo Rubini, ci accompagna nella realizzazione della ricetta degli spaghetti ai sardoni cucinati con la tecnica flambè. (Video di Nicolò Bortolotti)

 Grado (Gravo in dialetto gradese, Grau in friulano) è un comune italiano di 8 201 abitanti del Friuli-Venezia Giulia in provincia di Gorizia.

È un importante centro turistico e termale, noto anche come l’Isola del Sole e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia…https://www.wikiwand.com/it/Grado_(Italia)

Pubblicato in: friuli

❤️A 5 anni regala i suoi risparmi al medico che ha curato la mamma dal cancro: “Sono per la ricerca”❤️

200547781-effe54a8-f54d-45e0-8ed6-c042d65c2454L’oncologo dello Ieo di Milano ha raccontato sui social il gesto del piccolo Giovanni. “Mi ha dato tutti i suoi 45 centesimi. E mi ha fatto piangere. Pochi spiccioli ma una grande speranza per il nostro futuro”

di MARTINA MILONE
Ha messo poche monete da uno, due e cinque centesimi in una busta e l’ha regalate al dottore che ha curato il cancro di sua mamma. È la storia di Giovanni, 5 anni, che ha deciso di donare il suo piccolo gruzzolo al dottor Pietro Caldarella, vicedirettore dello Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano. “Sono per la ricerca”, ha detto il bambino, mettendo nelle mani dell’oncologo tutti i suoi risparmi, circa 45 centesimi. L’oncologo ha raccontato l’episodio in un post su Facebook. “Mi veniva da piangere”, ha confessato sul social, ottenendo per tutta risposta migliaia di reazioni…https://www.repubblica.it/cronaca/2018/04/05/news/bambino_di_5_anni_regala_risparmi_al_medico_della_mamma_sono_per_la_ricerca_contro_il_cancro_-193093535/?ref=fbpr&fbclid=IwAR0RLaTgPr-PZxn6W2BUKtTu8xF3jml29esw-bYiZNUqvTbmuxN-rxjLXm0&refresh_ce

Inizio a sperare che grazie alle nuove generazioni le cose potranno andar meglio