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Živel prvi maj! Viva il 1° maggio!

Festa del lavoro e rituali pagani

Il primo maggio (prvi maj in sloveno) è una festa molto amata in Slovenia, tant’è che gli sloveni hanno ben due giorni di vacanza, il 1 e il 2 maggio.

In Slovenia il prvi maj è festa nazionale dal 1948. Fino a circa metà degli Anni Ottanta questo giorno aveva un forte significato politico, con cortei di operai che portavano all’occhiello un garofano rosso, raduni e comizi. Ma era anche un giorno dedicato al divertimento, con canti e balli.

Manifestazione per il 1° Maggio ai tempi della Jugoslavia - Prvi maj
Manifestazione per il 1° Maggio ai tempi della Jugoslavia – (c) Muzej Novejše Zgodovine Slovenije

In realtà, al di là dell’istituzione della Festa del lavoro, i festeggiamenti per il primo maggio affondano le loro radici nei riti prepagani diffusi in tutta Europa, collegati con il culto della primavera e delle divinità femminili legate alla fertilità.

Usanze tradizionali

In Slovenia sono ancora vive usanze antiche legate al primo maggio, con varianti leggermente diverse nelle varie regioni. Una delle usanze più diffuse è l’accensione di un grande falò, di solito sulla sommità di una collina, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio. Nel pomeriggio i giovani accatastano ramaglia e legno di scarto per preparare il falò che verrà acceso non appena si fa buio. Intorno al fuoco si radunano persone di ogni età, cantano, bevono e condividono il cibo.

I festeggiamenti si protraggono fino a notte inoltrata. I falò vengono accesi anche nella notte di San Giovanni, il 24 giugno, a testimonianza delle radici pagane di quest’usanza, legata al culto del fuoco e del sole.

Il Kries (falò) di San Giovanni, ancora in uso nei paesi di minoranza slovena in Italia
Il Kries (falò) di San Giovanni, ancora in uso nei paesi di minoranza slovena in Italia

In alcuni paesi, soprattutto nella Dolenjska, il primo maggio la mattina presto (verso le 4 o le 5), la banda locale fa il giro del paese suonando marce e canzoni popolari. Quest’usanza viene chiamata “budnica”, da “buditi” che significa “svegliare”. A differenza di quanto si possa pensare, i paesani accolgono con gioia la banda e offrono ai musicisti cibo e bevande.

La budnica della banda di Trebnje
La budnica della banda di Trebnje

Uno tra i simboli più caratteristici del primo maggio sloveno è sicuramente il “mlaj”: un albero (di solito abete o betulla) a cui vengono tagliati tutti i rami tranne quelli sulla cima, che viene poi decorata con ghirlande intrecciate di rami e foglie, nastri colorati e a volte una bandiera: quella slovena o la bandiera rossa, simbolo del movimento operaio.

L’innalzamento del “mlaj” ha caratteristiche che per certi versi ricordano antichi riti di iniziazione: in origine erano i ragazzi appena diventati maggiorenni che si occupavano di preparare il mlaj e il rituale avveniva di notte. Anche il “mlaj” stesso ha un’evidente simbologia legata al culto della Madre Terra.

Innalzamento del mlaj vicino a Maribor - (c) maribor24.si
Innalzamento del mlaj vicino a Maribor – (c) maribor24.si

In alcuni paesi in Italia dove vive la minoranza slovena, come ad esempio Doberdob-Doberdò del lago (GO), la notte in cui si erigeva il “mlaj” veniva sfruttata dai giovani anche per esprimere le loro preferenze riguardo alle ragazze del paese. Se a un giovane piaceva una ragazza, raccoglieva un grande fascio di fiori e li deponeva davanti al portone dove la ragazza viveva. Le ragazze “facili” si ritrovavano davanti al portone mucchi di rovi, mentre quelle altezzose e piene di sé venivano “omaggiate” di rami di sambuco.

Il Mlaj nel paese di Rupa, vicino a Gorizia
Il Mlaj nel paese di Rupa, vicino a Gorizia

La “Trnovska furenga”

Da qualche anno, nel paesino di Trnovo (sopra Nova Gorica) gli abitanti e i membri dell’associazione culturale “Doli” di Lokavec fanno rivivere l’antica tradizione della “furenga”, il trasporto del “mlaj” dal bosco di Trnovo fino a Nova Gorica con un carro trainato da quattro cavalli.

Trnovska furenga
Trnovska furenga

Il 29 aprile uomini e ragazzi si recano nella selva di Trnovo e scelgono un bell’abete, lo tagliano e tolgono la corteccia. Poi trasportano l’albero con un carro fino al paese di Trnovo, dove le donne preparano le decorazioni per il mlaj e intrecciano le ghirlande con i rami dell’abete.

La mattina presto del 30 aprile i “furmani” partono con il loro carro verso Nova Gorica. Vi arrivano solo nel primo pomeriggio, perché durante il tragitto si fermano nelle varie osterie dove viene loro offerto da bere e da mangiare. Una volta a Nova Gorica, il “mlaj” viene eretto sul prato davanti al municipio e la festa continua con musica, canti e balli.

Il mlaj a Nova Gorica - (c) novagorica-turizem.com
Il mlaj a Nova Gorica – (c) novagorica-turizem.com
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Oggi in Slovenija è il giorno della rivolta contro l’occupatore

Bandiera della Slovenia - Wikipedia

Il giorno della rivolta contro l’occupazione è una festa nazionale celebrata in Slovenia il 27 aprile. In questo giorno del 1941 fu fondato a Lubiana il Fronte anti-imperialista, in seguito il Fronte di liberazione del Popolo sloveno.

Una breve storia della Slovenia

La nazione centroeuropea della Slovenia è stata storicamente al crocevia di diverse culture. L’area che ora fa parte della Slovenia fu occupata da varie dinastie e imperi come il Sacro Romano Impero, l’Impero bizantino, l’Impero austriaco e altri. Fu solo agli inizi del 20esimo secolo che gli Sloveni fondarono uno stato con i croati e i serbi. A dicembre 1918, questo stato si è fuso con il Regno di Serbia. Durante la seconda guerra mondiale, la regione fu occupata da diverse potenze straniere come l’Italia, l’Ungheria e la Germania. Più tardi, divenne parte della Jugoslavia. È stato solo dopo il crollo dell’Unione Sovietica che una nazione indipendente della Slovenia è emersa a giugno 1991.

Storia della bandiera della Slovenia

La bandiera tricolore di bianco-blu-rosso fu usata per la prima volta in 1848 dagli studenti guidati da Lovro Toman, un famoso nazionalista sloveno. La bandiera ha continuato ad essere utilizzata per tutto il secolo come l’unico simbolo che rappresenta tutti gli sloveni. Lievi cambiamenti furono apportati al design della bandiera durante e dopo la guerra mondiale. La bandiera moderna che vediamo oggi è stata adottata solo dopo l’indipendenza della Slovenia. Una stella rossa che era stata posta nel tricolore per significare il regime comunista fu rimossa. Invece della stella, la bandiera ora mostrava il nuovo stemma sloveno disegnato da Marko Pogačnik. La bandiera è stata ufficialmente adottata a giugno 27, 1991.

Disegno della bandiera nazionale della Slovenia

La bandiera del paese è un tricolore con tre bande orizzontali di bianco, blu e rosso in ordine della loro posizione dall’alto verso il basso. Le bande sono di dimensioni uguali. Lo stemma della Slovenia è anche presente sulla bandiera. È presente tra le bande gialle e blu verso il lato del paranco della bandiera. Il rapporto larghezza-lunghezza della bandiera è 1: 2.

Significato dei colori e dei simboli della bandiera

I colori della bandiera della Slovenia derivano dallo stemma del ducato di Carniola che raffigurava un’aquila blu su un campo bianco e una mezzaluna in rosso e oro. Questo stemma era in uso durante l’era medievale. Secondo alcune fonti, tuttavia, i colori della bandiera slovena sono il pan slavo. Lo stemma nella bandiera è specifico per il paese. Ha la forma di uno scudo. Ha uno sfondo blu. La vetta più alta del paese, il Monte Triglav, è descritta in bianco nel campo blu. I fiumi locali e il mare Adriatico sono rappresentati sotto forma di due linee ondulate blu che corrono sotto la montagna bianca. Sopra la montagna sul campo blu ci sono tre stelle presenti sotto forma di un triangolo invertito. Ognuna delle stelle ha sei punti. Queste stelle sono state derivate dai Conti di Celje (una potente dinastia che regnò in Slovenia nel 14 # fino al sec 15°).

https://it.ripleybelieves.com/what-do-colors-and-symbols-of-flag-of-slovenia-mean-9766

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Anniversario del disastro di Černobyl’

Sarcofago del reattore n° 4 della centrale nucleare di Černobyl’ nell’agosto 2013


Il disastro di Černobyl’ avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:46 del mattino, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all’epoca parte dell’Unione Sovietica), a 3 km dalla città di Pryp”jat’ e 18 km da quella di Černobyl’, 16 km a sud del confine con la Bielorussia. È stato il più grave incidente nucleare mai verificatosi in una centrale nucleare, e uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 (massimo della scala INES) dall’IAEA, insieme all’incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011…continua https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27

Mi ricordo che quel giorno ero a scuola di pomeriggio,io e la mia collega rimanemmo a fare ricreazione in cortile.Non si sapeva ancora nulla.Quando la notizia arrivò in Italia furono cancellate tutte le gite scolastiche,fu vietato mangiare frutta e verdura,si consigliava di mangiare carne macellata prima del disastro(i prosciuttifici fecero affari),le scarpe le lasciavamo fuori dalla porta ecc.
Ho conosciuto la moglie di un marito che era andato a fare il sarcofago di cemento,la ditta era del Friuli.Dopo un mese morì di cancro come tanti altri.
I numeri dei morti non li avremo mai a causa degli effetti a lungo termine dell’esposizione alle radiazioni.Ancora oggi le persone continuano ad ammalarsi.In Italia furono attivati  programmi per ospitare bambini ucraini, russi e bielorussi che permisero loro di vivere, almeno per alcune settimane all’anno, in un ambiente non contaminato, dove il loro organismo, normalmente esposto alle radiazioni, potesse disintossicarsi. Anche molte famiglie friulane li ospitarono.

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22 APRILE- 50^GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

 Edizione 2020 della Giornata della Terra: #OnePeopleOnePlanet

Quest’anno il tema è la pandemia e il clima.

 La terra è madre. Da essa veniamo e ad essa torneremo. In essa ci seppelliranno quando sarà finita. La terra è il principio e la fine, e tutto il resto non è che favola. (Carlo Sgorlon)

Quella del 2020 sarà un’edizione in linea con le misure che, in tutto il mondo, i governi hanno stabilito per contenere il contagio da Covid-19. Quest’anno infatti, il 22 aprile, giorno in cui si celebra, a livello planetario, la 50a Giornata della Terra delle Nazioni Unite, gli organizzatori hanno pensato ad una maratona multimediale: “una sorta di Villaggio Per la Terra digitale dove ci incontreremo tutti”.

#OnePeopleOnePlanet si chiama l’evento straordinario:  dalle 8.00 alle 20.00, on line su RaiPlay, artisti, cantanti, attori, scienziati, giornalisti, rappresentanti istituzionali e gente comune si alternano in diretta con approfondimenti, testimonianze, performance artistiche e culturali per lanciare un messaggio di speranza e di amore per il Pianeta.

Per l’occasione Giornalisti in Erba, che aderisce all’evento, con il progetto Voci Virali ha raccolto le voci di tanti ragazzi: 12 giornalisti Nell’erba di varie parti d’Italia, tra i 10 e i 13 anni, saranno nello speciale #Explorer Pianeta Terra di Rai Gulp alle 18.00, in qualità di reporter per dare notizie e in qualità di giovanissimi cittadini a raccontare il loro #cosahoimparato dalla pandemia e a fare gli auguri alla Terra. One People One Planet nasce dagli sforzi di due organizzazioni, Earth Day Italia e il Movimento dei Focolari di Roma, che da anni collaborano insieme nel Villaggio per la Terra la manifestazione ambientale più partecipata d’Italia  che a causa dell’emergenza Coronavirus non pottrà svolgersi secondo le sue consuete modalità per celebrare il 50° Earth Day.http://www.raiscuola.rai.it/articoli/edizione-2020-della-giornata-della-terra-onepeopleoneplanet/45177/default.aspx

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Il lunedì che segue la Pasqua è tradizionalmente dedicato alle scampagnate. La tradizione della festa viene direttamente dal Vangelo

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Sul calendario c’è scritto Lunedì dell’Angelo. Quest’anno cade il 13 aprile e per tutti è Pasquetta. È il giorno che segue la Pasqua ed è festivo. La tradizione lo vuole giorno di gite fuori porta, ma è festa della Chiesa, anche se non di precetto, non è cioè obbligatorio andare a messa.

PERCHÉ SI CHIAMA PASQUETTA?
Pasquetta evidentemente è un diminutivo-vezzeggiativo di Pasqua entrato nell’uso popolare per indicare la giornata festiva che segue la Pasqua.

LUNEDÌ DELL’ANGELO
Il nome corretto di questa giornata festiva, il lunedì dopo Pasqua, è Lunedì dell’Angelo.

In questo giorno si ricorda l’angelo che apparve alle donne arrivate al sepolcro, ormai vuoto, di Cristo. È questo angelo che annuncia la risurrezione e dice alle donne di avvertire gli Apostoli.

VANGELO
Racconta il Vangelo che tre donne andarono al sepolcro per cospargere il corpo di Gesù con olii aromatici. Trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato. Secondo quanto scrive l’evangelista Marco (16, 1-7) un angelo disse loro: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto».

PERCHÉ DI LUNEDÌ
Nei Vangeli si parla di giorno dopo la Pasqua e forse per questo è tradizionalmente festeggiato di lunedì, anche se in realtà gli evangelisti parlavano della Pasqua Ebraica che non cadeva la domenica, ma il giorno prima. Le donne incontrarono l’angelo al sepolcro di domenica.

LA GITA FUORI PORTA
Anche la tradizione della gita fuori porta potrebbe venire dal Vangelo. L’evangelista Luca (24, 30-31) racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte.

FESTA CIVILE
La festività è stata istituita in Italia nel dopoguerra per prolungare le ferie pasquali. È festivo in quasi tutta l’Europa, in Canada e in Australia.

LE FESTE TRADIZIONALI A PASQUETTA
Chi apprezzasse le uova sode il giorno di Pasquetta dovrebbe andare a Tredozio (Forlì-Cesena), qui è la giornata del campionato nazionale di mangiatori di uova sode. Nelle giornate di Pasqua e Pasquetta si celebrano la Sagra e il Palio dell’Uovo.

Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza c’è la gara del Pont al’ov, un gioco di abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intero. Nella ternana Ferentillo lo stesso gioco si chiama Lu ciuccittu.

Figline Valdarno, in provincia di Firenze, c’è il palio tra i bambini dopo quello delle contrade la domenica di Pasqua.

In Puglia c’è il rito per la fertilità alla Sacra Roccia di San Vito, un megalite al centro del pavimento di un tempietto cristiano. Le persone attraversano il foro della roccia per guarire e propiziare la fertilità.

In Polonia il Lunedì di Pasqua è detto lunedì bagnato. La tradizione vuole che gli uomini inseguano le donne cercando di bagnale con l’acqua.

Nella Repubblica Ceca è il giorno della pomlázka, che vuol dire sia frustata (gentile) sia benedizione. I ragazzi colpiscono le ragazze con rametti di salice e loro donano uova colorate. Lo scopo simbolico è quello di scacciare spiriti maligni.

Negli Stati Uniti è il giorno in cui si fa la caccia alle uova nel giardino della Casa Bianca.

dal web

Pubblicato in: FVG, minoranza slovena

Proverbi sloveni di Pasqua

970778_463724413707548_660706661_n“Natale verde,Pasqua bianca”

(dialetto sloveno delle valli del Natisone (vignetta di Moreno Tomazetig dal giornale Dom)

 

Vfenahte par sonco, velika nuoč par ohnjo(Natale al sole,Pasqua vicino al fuoco) dialetto sloveno di Taipana/Tipana

fonte raccolta di Adriano Noacco archivio Novi Matajur

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Pasqua la forza del Cristo

dal Dom vignetta di Moreno Tomazetig

 

 

Pubblicato in: FVG, minoranza friulana

Festa della Patria del Friuli-Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova a Città Fiera l”€™appuntamento con la “€œFieste de Patrie dal Friûl”€. Un”€™iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. Un”€™anticipazione dell”€™iniziativa si è avuta già mercoledì 3 aprile, con l”€™inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l”€™ArLef e la Società filologica friulana, allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale è stato Antonio Maria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui il presidente dell”€™Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli centrale della Società filologica friulana. Un”€™unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “€œFurlan, lenghe de Europe”€. Curata dal William Cisilino, l”€™esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l”€™identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Filologica friulana e dedicato a “€œFriûl (in)storie”€, progetto cha ha l”€™obiettivo di diffondere la conoscenza dell”€™identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia. Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde (videoproduzioni Petrussi,a cura di Roberto Mattiussi).

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione Friuli – Venezia Giulia, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione…https://arlef.it/it/iniziative/fieste-de-patrie-dal-friul-tal-citta-fiera/

Gorizia è stata scelta quale sede ospitante la Festa del Friuli 2019 a distanza di 942 anni dalla nascita dello Stato patriarcale friulano.

L’evento è programmato per domenica 7 aprile, quando i partecipanti si ritroveranno in Piazza Vittoria, alle 9.45, per assistere all’esposizione della bandiera del Friuli…https://arlef.it/it/iniziative/festa-della-patria-del-friuli-2019-gorizia-7-aprile/

Pubblicato in: FVG

Buon compleanno Friuli/Friûl!

ezimba18496383619903https://www.facebook.com/Telefriuli/videos/654895458285048/

 

Oggi si festeggiano i 942 anni de ‘la Patrie dal Friûl’. Il 3 aprile del 1077 nasceva infatti lo Stato patriarcale friulano.

Anche Telefriuli questa sera festeggeràl’anniversario con uno speciale intitolato “Viaç in Friûll”, a cura dell’Arlef, che andrà in onda alle 21 sul canale 11, 511 Hd e in streaming su www.telefriuli.it

Qui il video realizzato dall’assessore regionale, Barbara Zilli, e dal sindaco di Udine, Pietro Fontaninii, per festeggiare la ricorrenza.