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Proverbi sloveni di Pasqua

970778_463724413707548_660706661_n“Natale verde,Pasqua bianca”

(dialetto sloveno delle valli del Natisone (vignetta di Moreno Tomazetig dal giornale Dom)

 

Vfenahte par sonco, velika nuoč par ohnjo(Natale al sole,Pasqua vicino al fuoco) dialetto sloveno di Taipana/Tipana

fonte raccolta di Adriano Noacco archivio Novi Matajur

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Pasqua la forza del Cristo

dal Dom vignetta di Moreno Tomazetig

 

 

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Festa della Patria del Friuli-Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova a Città Fiera l”€™appuntamento con la “€œFieste de Patrie dal Friûl”€. Un”€™iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. Un”€™anticipazione dell”€™iniziativa si è avuta già mercoledì 3 aprile, con l”€™inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l”€™ArLef e la Società filologica friulana, allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale è stato Antonio Maria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui il presidente dell”€™Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli centrale della Società filologica friulana. Un”€™unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “€œFurlan, lenghe de Europe”€. Curata dal William Cisilino, l”€™esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l”€™identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Filologica friulana e dedicato a “€œFriûl (in)storie”€, progetto cha ha l”€™obiettivo di diffondere la conoscenza dell”€™identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia. Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde (videoproduzioni Petrussi,a cura di Roberto Mattiussi).

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione Friuli – Venezia Giulia, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione…https://arlef.it/it/iniziative/fieste-de-patrie-dal-friul-tal-citta-fiera/

Gorizia è stata scelta quale sede ospitante la Festa del Friuli 2019 a distanza di 942 anni dalla nascita dello Stato patriarcale friulano.

L’evento è programmato per domenica 7 aprile, quando i partecipanti si ritroveranno in Piazza Vittoria, alle 9.45, per assistere all’esposizione della bandiera del Friuli…https://arlef.it/it/iniziative/festa-della-patria-del-friuli-2019-gorizia-7-aprile/

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Buon compleanno Friuli/Friûl!

ezimba18496383619903https://www.facebook.com/Telefriuli/videos/654895458285048/

 

Oggi si festeggiano i 942 anni de ‘la Patrie dal Friûl’. Il 3 aprile del 1077 nasceva infatti lo Stato patriarcale friulano.

Anche Telefriuli questa sera festeggeràl’anniversario con uno speciale intitolato “Viaç in Friûll”, a cura dell’Arlef, che andrà in onda alle 21 sul canale 11, 511 Hd e in streaming su www.telefriuli.it

Qui il video realizzato dall’assessore regionale, Barbara Zilli, e dal sindaco di Udine, Pietro Fontaninii, per festeggiare la ricorrenza.

 

 

 

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3 aprile 1946 😭

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foto da fb

I tricoloristi  attaccano e picchiano Antonio Zanut di Ošnije/Osgnetto nel comune di San Leonardo/Sv Lenart.Lo stesso giorno furono attaccati e picchiati Margherita Bledich e un gruppo di Beneciani incontrati da Cosizza/Kozica verso Savogna/Sovodnje.
tradotto in proprio da  https://www.facebook.com/Zlo%C4%8Dini-Italijanov-nad-Slovenci-1733166183624872/

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Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Da mercoledì 3 aprile al Città Fiera il percorso espositivo curato da Arlef e Società Filologica Friulana

Due mostre anticipano la Fieste de Patrie dal Friûl

Si rinnova al Città Fiera l’appuntamento con la “Fieste de Patrie dal Friûl”. Un’iniziativa giunta alla seconda edizione e tesa a valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano.
Un’anticipazione dell’iniziativa si avrà già mercoledì 3 aprile, con l’inaugurazione di un percorso espositivo realizzato in collaborazione con l’Arlef e la Società Filologica Friulana,  allestito al primo piano del centro commerciale. A fare gli onori di casa alla cerimonia inaugurale sarà AntonioMaria Bardelli, presidente del Gruppo Bardelli. Insieme a lui ci saranno il Presidente dell’Arlef, Eros Cisilino, e Carlo Venuti, vice presidente per il Friuli Centrale della Società Filologica Friulana.

Un’unica mostra accoglierà dunque al suo interno due percorsi. Il primo è quello di “Furlan, lenghe de Europe”. Curata dal William Cisilino e promossa dall’Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), con il finanziamento della Regione, l’esposizione – che ha già fatto tappa in numerose sedi europee e italiane – illustra l’identità, la storia e le caratteristiche socioculturali del Friuli, approfondendo il tema della lingua friulana e delle politiche attuate per la sua promozione. Il secondo percorso espositivo è promosso dalla Società Filologica Friulana e dedicato a “Friûl (in)storie”, progetto che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dell’identità friulana, con particolare riguardo ai momenti fondamentali della sua storia.

Le mostre saranno aperte al pubblico da mercoledì 3 aprile, con orario di centro commerciale, al primo piano – area verde.

Sabato 6 aprile, la giornata sarà completamente dedicata a celebrare la Fieste de Patrie al Città Fiera. In particolare nel pomeriggio, dalle 16, lo Spazio Show Rondò sarà animato da molte attività: eventi musicali, tra cui l’esibizione del rapper DJ Tubet; letture e giochi per i più piccoli alla presenza di DariaMiani, amata conduttrice di Maman!, la trasmissione di Telefriuli per bambini in lingua friulana; corsi di disegno sui “Gnognosaurs” con il fumettista “Dree” Venier e  approfondimenti culturali per gli adulti. L’Arlef sarà presente con un proprio banchetto informativo e promozionale, mentre l’editoria per l’infanzia in lingua friulana presenterà le più recenti pubblicazioni. Alle 20 di sabato 6 e domenica 7, inoltre, al Cine Città Fiera ci sarà la proiezione di “Facchin Center” la nuova serie dagli ideatori di “Tacons” e “Felici ma furlans”.

http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/due-mostre-anticipano-la-fieste-de-patrie-dal-fri%C3%BBl-/6/196131

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1° Aprile

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La storia

La ricorrenza del Pesce d’aprile cade il 1º aprile in molti paesi.
Il 1º aprile vengono fatti scherzi, appunto pesci d’aprile anche piuttosto imbarazzanti con lo scopo di sconcertare le persone.

In Italia, il primo aprile è un giorno particolare. I ragazzi si divertono a fare le burle e gli scherzi più strani che chiamano «pesci d’aprile»..Per esempio, se ti dicono: Hai una mosca sul naso! e tu ci credi, ti hanno fatto un pesce d’aprile. Si attribuisce l’invenzione del pesce d’aprile al popolo di Firenze: pare infatti, che un tempo, in quella città, il primo d’aprile ci fosse l’usanza di mandare i semplicioni a comperare, in una certa piazza, del pesce che era soltanto raffigurato.
Altri pensano che questa tradizione abbia avuto origine in Francia: forse perché tanto tempo fa, in alcune città l’anno ufficiale incominciava il primo d’aprile.
Le origini del pesce d’aprile pare che sia collegato all’equinozio di primavera, che cade il 21 marzo.
Prima  del Calendario Gregoriano  nel 1582, si festeggiava come Capodanno in diversi paesi.
Il Capodanno si celebrava dal 25 marzo  al 1º aprile, prima che lo spostassero al 1º gennaio.
In seguito, quando si adottò il nuovo calendario, il capodanno cadde il primo gennaio; ma alcune persone lo dimenticarono e continuarono a festeggiarlo come prima: per questo vennero chiamati «sciocchi» o «pesci d’aprile».

https://www.poesie.reportonline.it/poesie-primo-aprile/origini-e-storia-perche-pesce-d-aprile.html

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Giornata mondiale dell’acqua

giornata-mond-acquaAcqua un bene prezioso,vitale ma esauribile

Venerdì 22 marzo 2019 torna la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1992 e dedicata quest’anno al tema del rapporto tra accesso all’acqua e i diritti umani.

Questo anno il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua è “Non lasciare nessuno indietro”, un invito a riflettere sulle difficoltà che ancora oggi incontrano milioni di persone nell’accesso all’acqua. Un tema fra tanti come: acqua “Elemento sinonimo di vita”, acqua come “Risorsa esauribile” e quindi tenere conto dei bisogni delle generazioni future, acqua come “Patrimonio comune dell’umanità”, una risorsa che andrebbe amministrata nell’interesse e con il concorso di tutti i cittadini, attraverso una gestione non solo pubblica, ma anche partecipativa.

Quest’anno poi le oceaniche manifestazioni di giovani e giovanissimi delle scuole che, in tutto il mondo, vogliono focalizzare l’attenzione dei governanti sul problema ambientale futuro, sono una conferma ancor più significativa sul momento difficile che il nostro pianeta sta attraversando, un futuro nebuloso ed incerto forse anche drammatico, ma che le nuove generazioni, con il loro entusiasmo e la loro freschezza culturale non intendono piegarsi a questo destino ma anzi hanno la coraggiosa presunzione di far cambiare a tutti gli stili di vita che hanno portato a queste conseguenze.

da https://wordpress.com/post/friulimultietnicoblog.wordpress.com/19875

Nel Friuli l’acqua che esce dai rubinetti delle case è molto buona.Quella di acquedotto a volte è clorata,ma basta lasciarla decantare in un bicchiere che è pronta  per bere.Io personalmente non acquisto mai l’acqua in bottiglia,perchè oltre ad essere una spesa inutile ed un accumulo di bottiglie di plastica , preferisco la cosiddetta” acqua del sindic” .In Friuli si trova con una spesa molto modica presso le “casette dell’acqua”. Nonostante la grande campagna pubblicitaria per il suo uso,moltissime persone ancora l’acquistano  al supermercato. In provincia di Udine ci sono molte di queste casette,io faccio la scorta dell’acqua di Musi a Tarcento.

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Di Alecobbe – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16125643

Cascata di Crosis vicino Tarcento

E l’acqua

E l’acqua
fresca nasce
fa ruscelli
scende
casca sui sassi
scroscia
e frusciando
fa il fiume.

E l’acqua
sciolta nuota
nelle valli
e lunga e lenta
larga
silenziosa
luminosa
fa il lago.

E l’acqua
a onde muore
non muore mai
e muore
non muore mai
e muore
mentre immensa
fa il mare.
(R. Piumini)

 da https://www.filastrocche.it

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Giornata mondiale della poesia

poetry-2007https://letteratitudinenews.wordpress.com/2019/03/19/giornata-mondiale-della-poesia-2019/

Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

Quando primavera fa rima con poesia e i poeti leggeranno i versi in centro

Il 21 marzo, Giornata mondiale della poesia a Pordenone,17 poeti leggeranno i loro versi dal supermercato all’anagrafe, dal reparto di pediatria al carcere.

A primavera il lusso si chiama poesia
I versi permettono di esplorare la nostra anima, in momenti che sottraiamo alla corsa del quotidiano

Click. Post. Tag. Shift. Blog. In un’epoca in cui inglese e onomatopee dominano il linguaggio parlato, riservarsi degli spazi differenti, dove le parole, il loro accostamento, la musicalità stessa di una frase creano un senso, diventa difficile. Ma non impossibile. Lo spazio della poesia va conquistato a dispetto dei molteplici e contrastanti stimoli che arrivano da ogni parte e che rendono preziosi i momenti di riflessione alternativi. Tanto preziosi che, come le gemme, sono rari, ma esistono e brillano. Certo, si auspica sempre che la poesia faccia parte della nostra quotidianità, ma per farla entrare nelle nostre vite a volte basta una giornata, come quella del 21 marzo a Pordenone. Il primo giorno di primavera, il 21 marzo, infatti, la città sul Noncello si animerà per la Giornata mondiale della poesia. Il filo conduttore sarà “La poesia nel pubblico (e nel privato)” e si svilupperà in una festa diffusa che cercherà di arrivare a tutti i cittadini attraverso reading in 15 luoghi del centro storico insoliti.

Sono 17 i protagonisti: Corrado Benigni, Maria Grazia Calandrone, Luciano Cecchinel, Azzurra D’Agostino, Stefano Dal Bianco, Roberta Dapunt, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Vivian Lamarque, Paolo Maccari, Franca Mancinelli, Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Giovanna Rosadini, Mario Santagostini, Tiziano Scarpa, Mary Barbara Tolusso. E alle 21.15, al Teatro Verdi, riflettori sulla ‘jam session’ poetica conclusiva: un evento speciale con una lettura corale dei poeti protagonisti della Giornata di primavera.
“La poesia è la risposta alla richiesta di una partecipazione più ampia e condivisa che nasce nei luoghi dove la scrittura poetica trova una sua casa”, spiega Gian Mario Villalta, direttore artistico di pordenonelegge e a sua volta poeta e scrittore…continua

da http://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/a-primavera-il-lusso-si-chiama-poesia/6/195370

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Ivan Cankar

220px-Ivan_CankarNello scorso 2018 ricorreva il centenario della morte di Ivan Cankar, il massimo autore sloveno (1876-1918).

L’evento è stato celebrato degnamente in Slovenia e ovvia-mente anche presso la comunità slovena in Italia. La ricorrenza invece è passata abbastanza inosservata da parte italiana, anche a Trieste dove pure Cankar era di casa e dove proprio negli ultimi anni della sua vita tenne interessanti conferenze. Al lettore italiano Cankar non è sconosciuto, in quanto i suoi libri vennero tradotti e pubblicati già nei primi decenni del secolo scorso (anche durante il fascismo, che politicamente invece voleva annichilire la nazione slovena) e ristampati più volte, anche da prestigiosi editori a livello nazionale (Rizzoli, Feltrinelli, Mondadori), fino agli anni‘80. Si tratta comunque inevitabilmente di uno scrittore di nicchia per l’Italia, in quanto quella slovena è la letteratura di un piccolo popolo, anche se stanziato ai confini orientali del Bel Paese e che con gli italiani convive nel Friuli Venezia Giulia e nell’Istria. Peccato quindi che la cultura italiana non abbia saputo approfittare del centenario dello scrittore sloveno per conoscerlo meglio. A colmare in parte questo vuoto ha contribuito l’Editoriale Stampa Triestina, che ha pubblicato in traduzione italiana (e ristampato in lingua originale) una selezione di racconti dello scrittore sloveno con il titolo “Sull’isola”, curata dalla slavista Marija Mitrović. Si tratta di racconti tradotti per la prima volta in italiano da Paola Lucchesi, che presentano uno Cankar diverso, sconosciuto forse anche al lettore sloveno: prose scritte tra il 1899 e il 1913,nelle quali si riflettono alcuni fenomeni e problemi universali che non sono caratteristici solo dell’ambiente da cui proviene lo scrittore, bensì, come nei veri classici, affliggono anche oggi tutti noi, che non siamo necessariamente legati all’epoca di Cankar nè al luogo in cui viveva. Un autore dunque estremamente moderno. Segnaliamo che il racconto che dà il titolo al libro sembra scritto quasi da Edgar Allan Poe, anche se alcuni critici confrontano Cankar piuttosto con Franz Kafka. Durante la sua vita Cankar conobbe privazioni e miseria, ed ebbe occasione di convivere con la povera gente e le loro intime tragedie. Fu un cantore della ribellione sociale, che si scagliò contro la società gretta e provinciale del suo tempo, utilizzando anche l’uso della satira. Il suo esordio nella letteratura avvenne con la raccolta di poesie “Erotika”, che provocò talmente tanto scandalo tra i conservatori da indurre il vescovo di Lubiana ad acquistare tutte le copie per farle bruciare. Per i tipi della casa editrice Comunicarte inoltre è uscita una nuova traduzione – a cura di Daria Betocchi – del capolavoro di Cankar “Il servo Jernej e il suo diritto”, nel quale l’autore denuncia la situazione di sopraffazione di fatto e di diritto della società borghese nei confronti delle elementari esigenze di giustizia dei contadini. Lo Slovenski Klub invece ha pubblicato una raccolta di pensieri e citazioni di Ivan Cankar (tra cui molti tratti dai discorsi politici tenuti a Trieste tra il 1907 e il 1918), dal titolo “Keep Calm and Read Cankar”, curata da Poljanka Dolhar e Martin Lissijach.

  fonte Il Lavoratore del 15/03/2019