Portis deve rinascere

Il documentario ha come soggetto uno studio di antropologia visuale sul paese di Portis; in particolare esso riguarda il recupero della memoria collettiva e individuale legata al sisma del 1976, alla fase dell’emergenza e al successivo abbandono della vecchia Portis, sino alla costituzione della Cooperativa Nuova Portis con la successiva ricostruzione del paese in altra sede. Lo straordinario interesse antropologico di queste vicende risiede nel aver mantenuto dei segni della passata vita familiare e comunitaria nel vecchio paese abbandonato (il cimitero, la cura verso quanto rimane, il collocare segni e nomi delle famiglie che un tempo lì abitavano e altre pratiche di “manutenzione della memoria”). Questo fare del paese abbandonato non solo un luogo della ricordo ma sopratutto della socialità comunitaria rende Portis un caso unico a livello nazionale di “svuotamento” e ricostruzione che non recide il legame degli abitati con il periodo pre-sismico ma anzi lo alimenta giorno dopo giorno. Foto di copertina di Alessandro Coccolo

video di Stefano Morandini antropologo visuale

Portis è una frazione del comune italiano di Venzone, nella provincia di Udine. approfondisci https://www.wikiwand.com/it/Portis

Il lapis rosso e blu

 

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Quando frequentavo la scuola elementare,per correggere,la maestra usava la matita rosso-blu.Gli errori meno gravi erano sottolineati con il blu,quelle più gravi con il rosso.Non credo che ci sia tra i miei followers qualcuno che abbia avuto i quaderni corretti in questo modo!

📰 Il vento che tira in Friuli

da https://www.facebook.com/openFVG/55554506_658776591233501_8714398814343004160_oDopo un voto discutibile in Consiglio regionale c’è evidentemente bisogno di dirlo: siamo nettamente dalla parte dell’antifascismo e di chi ha lottato per la Liberazione dell’Italia e dell’Europa. La visione di una Regione aperta, quella che portiamo avanti, è quanto di più lontano e opposto ci possa essere ai principi ispiratori del nazifascsmo.

Questo non ci impedisce di vedere gli errori (e gli orrori) fatti anche dalla nostra parte. Ma questi errori a loro volta non devono impedirci di vedere come stanno le cose. È vero, c’è un inaccettabile revisionismo storico che attraversa tutto il dopoguerra e che alla fine del secolo incontra purtroppo anche l’insperata accodiscendenza di una parte del campo costituzionale. Ma a parte questo la sinistra non c’entra, è il negazionismo della destra. Quello che occulta sistematicamente venti anni di orrori in Slovenia, Istria e Dalmazia – e nella stessa Trieste. Quello che costruisce le sue alterne fortune politiche sulla continua riproposizione ed enfatizzazione della vicenda delle Foibe per distogliere l’attenzione dalle gravissime responsabilità del fascismo di confine nella persecuzione di slavi del Sud e antifascisti e nell’applicazione concreta delle leggi razziali, dall’annuncio in Piazza Unità d’Italia alle delazioni che conducevano ai forni crematori della Risiera di San Sabba.

Esprimiamo piena solidarietà all’ ANPI VZPI Trieste e a tutti gli storici antifascisti bersaglio della velenosa mozione presentata dalla destra in Consiglio regionale. E grazie a Loredana Panariti per avere spiegato già qui la valutazione netta di tutta Open FVG sull’importanza di una ricerca storica che si possa dispiegare libera da ogni condizionamento che non sia quello della rigorosità del metodo scientifico.

Ma grazie anche a Furio Honsell per avere voluto e saputo riflettere sulle critiche che Open FVG ha ricevuto e per avere ammesso un proprio errore di valutazione. A chi ci conosce ancora poco chiediamo di non avere dubbi: Open FVG è tutta dalla parte dell’antifascismo e contro il revisionismo, che è quello portato avanti dalle destre in tutti questi anni. Parlano le nostre storie politiche e i nostri atti. A cominciare da quelli di Furio Honsell. Da sempre in prima fila – come e meglio di molti di noi – dalla parte dell’antifascismo e della Resistenza.

Vpliv hladne vojne in železne zavese na Benečijo — NoviMatajur/L’influenza della Guerra fredda e della cortina di ferro in Benečija

Inštitut za slovensko kulturo prireja v sredo, 10. aprila, ob 18.30 v občinski dvorani v Špetru okroglo mizo o vplivu hladne vojne in železne zavese na Benečijo. 297 altre parole via Vpliv hladne vojne in železne zavese na Benečijo — NoviMatajur L’Istituto per la cultura slovena (ISK) organizza per mercoledì 10 aprile alle ore 18.30 nella […]

Considerazioni su di una mozione per togliere, in Fvg, finanziamenti regionali ai cosiddetti negazionisti e riduzionisti delle ‘foibe’. — Non solo Carnia

Mi dicono: «Laura, stai attenta, non scrivere neppure più la ‘f’ di ‘foibe’ perché non sai che ti può accadere». Ma io non credo che in Italia siano stati cancellati la democrazia e il diritto di esprimere anche in forma scritta la propria opinione. 4.814 altre parole via Considerazioni su di una mozione per togliere, in […]

3 aprile 1946 😭

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foto da fb

I tricoloristi  attaccano e picchiano Antonio Zanut di Ošnije/Osgnetto nel comune di San Leonardo/Sv Lenart.Lo stesso giorno furono attaccati e picchiati Margherita Bledich e un gruppo di Beneciani incontrati da Cosizza/Kozica verso Savogna/Sovodnje.
tradotto in proprio da  https://www.facebook.com/Zlo%C4%8Dini-Italijanov-nad-Slovenci-1733166183624872/

Nuove reazioni contro la mozione sulle Foibe

Cittadini e studiosi hanno aderito a una sottoscrizione a difesa della libertà di ricerca storica lanciata dalla rivista culturale “il Ponte Rosso”, dopo l’approvazione della mozione sul riduzionismo.

2/4/2019 12:06:04 | Trieste | Radio Capodistria

Non cessano le reazioni contro la mozione approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia sul cosiddetto “riduzionismo” della tragedia delle Foibe e dell’Esodo.
Il documento era stato appoggiato da alcune organizzazioni degli Esuli e dalla destra, ma l’opposizione, e anche istituti di ricerca storica, avevano reagito, accusando la maggioranza in Consiglio regionale di voler imporre una sorta di “storia di Stato”, limitando la libertà di ricerca.
È questo il senso dell’appello lanciato dal direttore della rivista “Il Ponte Rosso”, Walter Chiereghin: il testo esprime “indignazione per il tentativo di mettere sotto tutela la libera ricerca storica, cercando – dice – d’imporre una visione di parte delle vicende della Venezia Giulia, tanto da elevare il pregiudizio e la disinformazione al rango di verità storica”.
Nel testo, già sottoscritto, fra gli altri, da storici come Mario IsnenghiSilva Bon e Fulvio Salimbeni, scrittori come Marko Kravos o Dušan Jelinčič o scienziati come Beppe dell’Acqua, si definisce anche “un utilissimo strumento di approfondimento culturale” il “Vademecum per il Giorno del ricordo”, citato invece nella mozione come un esempio di riduzionismo.
È la prima volta a mia memoria – spiega il direttore della rivista e promotore dell’appello Walter Chiereghin – che un organismo elettivo decide a maggioranza su una verità storica”. 
“Il discorso sul preteso riduzionismo dell’Istituto che è oggetto di questa di questa aggressione,(l’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia n.d.r.), è fatto sulla base di una valutazione politica, direi anche propagandistica, anziché essere controbattuta con un’argomentazione di carattere storico”.
“Questa è una cosa che riguarda tutti noi, non è un problema degli storici, è un problema dei cittadini – conclude – che si vedono proporre un atteggiamento autoritario nei confronti di una cosa come la ricerca storica che, in uno stato democratico, dovrebbe godere invece del massimo della libertà.”
Alessandro Martegani

https://capodistria.rtvslo.si/news/friuli-venezia-giulia/nuove-reazioni-contro-la-mozione-sulle-foibe/484336?fbclid=IwAR2wKL3yrcWwnpyNk6yUJ1OJw1BiRF3lrgYsYWVJ3yChWzaQ9IV81CzLdr0

Appello per la libertà della ricerca storica http://www.ilponterosso.eu/2019/04/02/appello-per-la-liberta-della-ricerca-storica/

La Slavia Friulana/Benečija 🏘️🌄

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foto di Suzana Pertot

“Dai documenti emerge che il Popolo della Slavia aveva saputo crearsi un governo proprio, democratico e parlamentare, che deliberava nei suoi Arrenghi intorno a tutti gli interessi amministrativi, economici, politici e giudiziari della Regione, che fino all’ultimo diede saggio di forte organamento, di sapienza civile, e che è degno di figurare nella storia gloriosa dei Comuni italiani.”
In queste parole dell’avvocato Carlo Podrecca sono sintetizzati gli oltre mille anni di storia della Slavia Friulana, una piccola regione situata all’estremo est dell’Italia, nelle Valli del Natisone in provincia di Udine.
Slavia “friulana” perchè da sempre legata alla storia politica del Friuli ma nello stesso tempo ponte lanciato culturalmente sul mondo slavo e particolarmente verso le regioni dell’attuale Slovenia.
“Amate la vostra lingua, cantate con essa i canti dell’anima, della fede nella casa di Dio, come con quella lingua cantate nelle case, nelle piazze, nelle osterie i vostri dolci, melanconici canti dell’amore, del dolore, della gioia.
Trovate nella vostra fede, nella vostra cultura, nella vostra storia, la volontà di salvare le vostre radici, la vostra anima”.

Queste parole di Mons. Alfredo Battisti, arcivescovo di Udine, sono il programma del sito Lintver delle Valli del Natisone.

Cos’è il Lintver e perchè si chiama così?

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Il Lintver è la nostra mascotte e rappresenta un animaletto mitologico delle Valli simile ad un draghetto. E’ una specie di grosso ramarro (di 45/50cm secondo le testimonianze) con il greben (la cresta) rosso sulla testa, particolarmente suscettibile e irascibile, capace di fischiare sibilando e di volare con una facilità enorme da un monte all’altro.

da http://www.lintver.it/index.php?act=&r=&f=&s=&find=Korada&pg=&im=

Presentazione libro “Operazione Plutone”

COPERTINA

 

Giovedì 21 marzo 2019 alle 18.30. Casa del Popolo “Zora Perello”-Servola si svolgerà la presentazione del libro. “Operazione Plutone” autrice Claudia Cernigoi

 

BREVE DESCRIZIONE

Nella prima parte di questa ricerca, dopo lʼanalisi dellʼattività di recupero delle salme e delle indagini condotte quasi tutte dall’ispettore Umberto De Giorgi, vengono approfonditi gli iter processuali relativi alle esecuzioni sommarie avvenute presso le foibe di Gropada e di Padriciano e la foiba di Rupinpiccolo, evidenziando come non sempre le risultanze giudiziarie siano coerenti con quanto appare in altra documentazione.
La seconda parte è invece dedicata allo studio dei fatti che culminarono negli “infoibamenti” dellʼabisso Plutone, presso Basovizza: lʼAutrice ha analizzato assieme ad uno dei protagonisti, Nerino Gobbo, i documenti giudiziari e le varie testimonianze, contestualizzandoli nel periodo storico in cui si svolsero, in modo da dare una descrizione ancora inedita di quanto accadde nel periodo cosiddetto dei “40 giorni” di amministrazione jugoslava di Trieste.

fonte http://shop.kappavu.it/prodotto/operazione-plutone-le-inchieste-sulle-foibe-triestine/

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