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Finanziato un progetto di ricerca di Alessandro Monsutti e Stefano Morandini

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Il Professor Alessandro Monsutti, in qualità di Principal Investigator, che lavorerà con l’antropologo visivo Dott. Stefano Morandini, ha vinto un progetto triennale di ricerca dal titolo “Confini nazionali e confini sociali in Europa: il caso del Friuli”. Finanziato dalla Swiss National Science Foundation, il progetto esaminerà le pratiche quotidiane dei banchieri di frontiera come manifestazioni di resistenza allo stato dalla guerra fredda al crollo della Jugoslavia nel 1991 e infine l’adesione della Slovenia all’Unione europea nel 2004.

La dissoluzione del blocco orientale e la fine della guerra fredda hanno portato a una rapida moltiplicazione dei confini internazionali e alla (ri) attivazione simultanea di vecchie e nuove forme di circolazione. Gli studi sui confini sono emersi come campo significativo per valutare l’entità e le ripercussioni di questa trasformazione epocale.

divieto1.jpgAllontanandosi da una prospettiva statocentrica, i confini internazionali non sono più visti come mere linee di demarcazione tra entità sovrane con territori discreti, ma come processi sociali, produttori e prodotti di rappresentazioni, discorsi e pratiche sociali. Le “piccole storie” di persone vivere nelle vicinanze dei confini ha attirato una vivida attenzione accademica oltre la “grande storia” della costruzione degli stati-nazione.

Lo scopo di questo progetto di ricerca è di contribuire a questo dibattito con un’antropologia politica della natura mutevole della frontiera nord-orientale dell’Italia, una regione molto contesa e il punto di incontro in Europa per i parlanti di lingue romanze, slave e germaniche. Il progetto si concentra in particolare sulla regione conosciuta come Slavia friulana (Provincia di Udine), dove la maggioranza della popolazione parla dialetti sloveni. Questa scelta è giustificata su tre basi: in primo luogo, questo confine è stato testimone di un drastico cambiamento di significato negli ultimi decenni, dalla Guerra Fredda, quando era la frontiera esterna del cosiddetto Primo Mondo, all’indipendenza della Slovenia nel 1991. e infine l’adesione del paese all’Unione europea nel 2004. In secondo luogo, è probabilmente l’unico segmento della vecchia linea di demarcazione tra i blocchi orientale e occidentale, che andava da Lubecca a Trieste, che ha una profondità storica che risale al XV secolo. Infine, lo Slavia friulana è stato comparativamente molto meno studiato rispetto ad altre parti dell’Alto Adriatico (come Trieste o Istria).

Ispirato dalle attuali discussioni sul concetto di “borderscapes” e sulla letteratura antropologica sulla fotografia e contro-ricordi, il progetto indaga se le memorie politiche locali sono mediate da testimonianze scritte e manufatti materiali (come diari, lettere di migranti o ricordi di famiglia), così come i documenti visivi (album di famiglia e altre fotografie) nascondono forme di resistenza che contrastano e disturbano il discorso egemonico dello stato centrale, a lungo basato sull’italianizzazione e la sorveglianza.

Il progetto abbraccia una componente audio-visiva duplice. Innanzitutto, un sondaggio di documenti visivi esistenti sarà condotto in un territorio precedentemente classificato come zona militare, dove la produzione di immagini è stata drasticamente controllata. In secondo luogo, la ricerca antropologica sarà supportata da una serie di interviste approfondite video-registrate con i nostri interlocutori, ai quali verrà chiesto di commentare le testimonianze scritte, gli artefatti materiali e i documenti visivi che accettano di condividere con noi. Il fine e i mezzi della ricerca si fondono: la raccolta di immagini nascoste, l’accesso agli archivi di famiglia e la loro messa a disposizione diventa la vera strategia per avvicinare le persone sul terreno.

Il progetto si tradurrà in una monografia e un film documentario che integrano immagini del passato e testimonianze contemporanee per rendere visibile l’invisibile. Contribuisce in modo nuovo al campo generale degli studi sui confini con un’indagine sulle rappresentazioni visive contro-egemoniche e apre la strada, a livello regionale, per una discussione pubblica ad ampio raggio che includa le popolazioni locali e le autorità.

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Proverbi friulani

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San Bastian ( 29 gennaio) cu la viole in man

San Sebastiano ha la viola in mano

Sarebbe di grande interesse, anche per gli studiosi di antropologia, controllare con una seria verifica, l’adesione di precisi modi di dire di una cultura a una realtà in trasformazione: potrebbe perfino rivelarsi utile per una più esatta conoscenza dei ritmi di mutazione e di adattamento di un popolo alle innovazioni e alle trasformazioni inevitabili che i tempi realizzano.
Come questo legare il fiore gentilissimo di una viola ad una mano di santo: il proverbio o l’appuntamento, fissato o atteso, resta nella memoria di una generazione al tramonto e di qualche angolo arcaico di borgo friulano.
Ma che senso si potrebbe immaginare come reazione in un giovane di questi nostri anni?
Che cosa ne sa, questo giovane, coincidenze stagionali con la vita domestica delle nostre campagne?
E allora, tanto vale segnare anche il proverbio tra i ricordi di un tempo perduto.Viole

da proverbifriulani


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#2annisenzagiulio

Regeni.1080x648Il calcio è il primo sport del nostro Paese, il calcio ha il compito anche di veicolare principi e valori importanti, che spesso si perdono nella retorica che non scalfisce nessuno se non l’apparenza e la coscienza di qualche potente, niente di più.

Il 25 gennaio 2018 saranno esattamente due anni da quel maledetto tardo pomeriggio, quando Giulio, al Cairo, verrà sequestrato, per poi essere barbaramente massacrato e fatto rinvenire il suo corpo solo il 3 febbraio 2016 sulla strada.

Due anni di menzogne, sofferenze, umiliazioni, torti, depistaggi, dove è accaduto di tutto e di più. L’Italia in parte si è arresa all’Egitto, ai 5 miliardi di euro di affari, ad interessi reputati maggiori rispetto alla dignità, alla verità e giustizia rispedendo in Egitto l’ambasciatore dopo il ritiro avvenuto per “consultazioni”. Da quel momento è come se nulla fosse accaduto.

Ma l’Italia che ha detto no a questa indecenza è enorme, ogni giorno, da due anni, si condividono messaggi in ogni ovunque, si è determinata una solidarietà planetaria pazzesca, mai si era verificata prima una cosa di tale portata così enorme nella stessa misura che è accaduta per Giulio. E quando si parla di Giulio si parla di tutti i Giulio e le Giulia di tutto il mondo, a partire dall’Egitto dei desaparecidos.

Il 25 gennaio saranno due anni da quel tremendo buio e nero pomeriggio egiziano che ha segnato per sempre la storia di tante persone e della sua splendida famiglia.

 

Il calcio ha il dovere di aderire alla campagna #dueannisenzaGiulio.

Nessuna retorica, ma tanta e viva solidarietà che dovrà far capire che l’Italia vera non ha ceduto all’Egitto ed alle sue menzogne od ai suoi danari.

Il campionato ritornerà il 21 gennaio, a ridosso di quella data, il 24 gennaio ci saranno anche dei recuperi, le occasioni per aderire ci sono…di Marco Barone

da giulioregeni

Anticipo di primavera ?

Oggi siamo l’11 gennaio e non sembra di essere in inverno.Da due giorni non accendo il riscaldamento,sembra primavera.In giardino il gelsomino giallo è tutto fiorito ,le pratoline sono tutte in fiore.Non può durare questo caldo,non dimentichiamo che verso la fine del mese ci saranno le cosiddette “Giornate della merla” e saranno i giorni più freddi dell’anno.Stamattina a Udine c’erano 5 ° e alle 12.00 la temperatura ha raggiunto i 10° e poi c’era un bellissimo sole.I merli e le cince cantano  ed è un piacere osservarle ed ascoltarle.

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La minoranza linguistica slovena in provincia di Udine

PhotoFunia-1515612824Lo sloveno è una lingua indoeuropea del gruppo slavo meridionale. Oltre ad essere lingua ufficiale della vicina Repubblica di Slovenia, rappresenta una minoranza linguistica nella nostra Regione, presente lungo la fascia frontaliera che va dal Comune di Muggia al Comune di Tarvisio. Le comunità slovenofone sono inserite in un contesto plurilingue; la divisione dialettale della minoranza slovena in Italia, rende difficile la scelta di uno standard letterario sloveno come linguatetto per tutte le comunità. Infatti, mentre la minoranza presente nelle province di Trieste e Gorizia (in cui vigono condizioni di bilinguismo totale) si riconoscono nella lingua e nella cultura della Slovenia, i gruppi della provincia di Udine tendono a sottolineare la differenza dei loro dialetti nei confronti dello standard sloveno per rimarcare la loro specificità culturale. Lo sloveno ha ottenuto il riconoscimento di lingua minoritaria con la Legge 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche” e la legge 38/2001 che riconosce i diritti della minoranza slovena presente in Friuli – Venezia Giulia. In Provincia di Udine, le comunità di lingua slovena sono presenti in Valcanale/Kanalska Dolina, nei Comuni di Malborghetto e Tarvisio, nella Val Resia/Rezija (dove la parlata conserva parole e strutture grammaticali oramai scomparse in ogni altra regione abitata da sloveni), nelle Valli del Torre/Terske Doline, nei Comuni di Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, San Pietro al Natisone, San Leonardo e Stregna. Particolarmente attivi sono, circoli culturali, associazioni, cori, organi di informazione. In Provincia di Udine esistono due giornali bilingui: il settimanale Novi Matajur e il quindicinale Dom-kulturno verski list. I più rappresentativi circoli culturali sono: Ivan Trinko di Cividale , Centro Studi Nediza di San Pietro, Planika della Valcanale, Rozajanski Dum, il Gruppo Folcloristico “Val Resia” e il Coro “Monte Canin”. A Cividale ha sede l’Unione emigranti sloveni del FriuliVenezia Giulia/Sloveni po svetu che segue il collegamenti con le diverse comunità degli sloveni all’estero e pubblica il periodico Emigrant. Fonte: Provincia di Udine
(a cura dello sportello linguistico per la minoranza slovena)

http://www.cm-gemonesecanaldelferrovalcanale.it/fileadmin/user_cm/Documenti/Sportelli_Linguistici/Sportello_Sloveno/Storia_lingua_slovena.pdf

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I calendari multilinguistici del 2018 in provincia di Udine

La ricchezza culturale nei calendari

Sono stati stampati i calendari per l’anno 2018 a  cura dei vari circoli culturali ed amministrazioni comunali che vogliono offrire alle persone qualcosa di familiare e particolare.Il Circolo culturale Rečan – Aldo Klodič in collaborazione con il Circolo Ivan Trinko e la sponsorizzazione del comune di Grimacco/Garmak ha stampato il suo calendario dedicato al centenario della prima guerra mondiale.Ogni mese troviamo vecchie fotografie delle località delle Valli del Natisone/Nediške doline dove ci sono state le battaglie.

Calendario transfrontaliero 2018

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Probabilmente è l’unico calendario realizzato in sinergia tra due comuni di Stati diversi, quello edito anche quest’anno dalla cooperativa «Most» per conto delle municipalità di Taipana/Tipana e Kobarid nonché dell’associazione “Don Eugenio Blanchini”. È un inizitiva che si ripete ormai da diversi anni e incontra, a ogni pubblicazione, un riscontro entusiastico. In primo luogo per le belle foto di paesaggi, animali e piante scattate da Maurizio Buttazzoni. Il calendario/koledar 2018 è a disposizione nella sede della Cooperativa Most e dell’associazione “Blanchini” a Cividale (Borgo San Domenico 78). Contiene anche gli aguri dei due sindaci. Alan Cecutti, di Taipana: « Un augurio a tutti di buone feste natalizie, che portino felicità e amore in tutte le famiglie. Un augurio per l’anno nuovo, che sia l’inizio di un cambiamento e crei sinergia per lo sviluppo dei territori». Robert Kavčič, di Kobarid: «Vi auguriamo un 2018 con tanta salute, serenità e comprensione reciproca. Buone feste natalizie e felice anno nuovo!

fonte dom

Il calendario/kolindrin resiano del 2018

11Folklora1-300x201Per il nuovo calendario è già stato redatto del materiale su chi, a Resia, suona ancora la cïtira e balla i balli tradizionali nell’ambito del Gruppo Folkloristico Val Resia. Questo perché l’anno prossimo ricorreranno 180 anni dalla sua fondazione. Un tempo come oggi, il ballo tipico ha sempre rappresentato una tradizione a Resia. Quasi ogni resiano sa ballare; qualcuno sa anche suonare la cïtira. Sul calendario si parlerà di tutto questo e di cosa è rimasto di tali usanze, soprattutto si ricorderà quanto hanno fatto, per la cultura locale, i danzerini e i suonatori di cïtira resiani.

Anche il Centro Ricerche culturali – Center za kulturne raziskave di Lusevera/Bardo  come ogni anno ha stampato il  calendario.In copertina possiamo ammirare un quadro di Luigi Moderiano di Platischis  e ogni  mese vecchie fotografie dei tempi passati  e detti popolari in dialetto della Val Torre/Tersko narečje.DSC02528

 

Anche la Società Filologica Friulana ha stampato il Strolic furlan 2018.download (4)

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Comune di Lusevera/Bardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Lo sapevi che…

10450553_10152202712257124_2584868559372105145_n (1)Il bilinguismo in Italia e le credenze negative

 L’Italia è un paese storicamente multilingue. Secondo una recente ricerca dell’UNESCO, all’interno del territorio italiano esistono ben 31 sistemi linguistici autòctoni (spesso erroneamente chiamati “dialetti”).

Oltre ad avere un valore inestimabile dal punto di vista culturale e identitario, queste lingue hanno un grandissimo potenziale educativo che viene spesso ignorato. Molti genitori sono restii all’idea di insegnare la lingua del patrimonio regionale ai loro figli, privandoli così degli innumerevoli vantaggi portati dal bilinguismo infantile.

Lo scopo di questo sito è quello di aiutare le famiglie italiane a conoscere e capire l’importanza del bilinguismo regionale, servendoci delle ultime ricerche scientifiche per separare i miti dalla realtà.

La normalità in questo pianeta è il plurilinguismo
Prof. Andrée Tabouret-Keller (Université Louis Pasteur, Strasburgo)
In tutti gli angoli del mondo ci sono bambini che crescono in situazioni sociali dove si parla più di una lingua. Sfortunatamente, nella maggior parte del territorio italiano il bilinguismo è sempre stato visto come una cosa strana, o addirittura ‘pericolosa’ per lo sviluppo del bambino, ed è tuttora circondato da molte credenze negative e da convinzioni infondate. Questo è spesso dovuto alla mancanza di informazione, per cui ci siamo impegnati a preparare questo sito per informare il pubblico sui benefici del bilinguismo infantile, ma anche per incoraggiare il sostegno del bilinguismo tra italiano e lingua regionale da parte delle famiglie, degli educatori, e di chiunque altro abbia a cuore il futuro dei bambini.
Un proverbio sloveno dice
“Più lingue conosci più vali” “Več jezikov znaš več veljaš”
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Pubblicato in: arte

Moreno Tomazetig  illustratore – disegnatore

15741101_1980317462195654_1614432422037380161_nNATO: a Ougree – Liegi , VALLONIA (Belgio) 12-11-1959

RESIDENTE a Prepotto (Ud) ITALY

STUDI: Iniasa, biennio grafica pubblicitaria (Udine 1977-1979). Graphecoop, Parigi, corsi di grafica, disegno e piccola editoria 1983-84. Viaggio di studio nelle terre del popolo Ainu-isola di Hokkaido, Giappone (Assoc.Vert-Monde 1984-85). Viaggio nella Lapponia finlandese (programma Seeds – Lapponia finlandese 1990-92). Corsi di  anatomia ed illustrazione presso Libera Accademia di Cividale (1996-1998) con i Maestri Dusik, Nardon e Brand. Corso per mediatori linguistici e culturali, Provincia di Udine, 1998-1999. Corsi di illustrazione presso la Scuola Internazionale di Illustrazione di Sarmede – Treviso (2002-03-04) con i Maestri Angeletti, Wolfsgruber, Junakovic, Cimatoribus.

LAVORO: attualmente socio della coop editoriale Most di Cividale (Ud) + collaborazioni varie tra le quali illustratore per il giornale DOM di Cividale.

LINGUE PARLATE: francese, italiano, inglese, friulano base e sloveno dialettale, rudimenti di finlandese.

MOSTRE PRINCIPALI: Gaia la Terra, Bruxelles 1985-86, Expo de la jeunesse.

Collage, Beneska galerija- San pietro al nat. (Ud) 2002.

Storia illustrata, Tolminski muzej (Tolmino, Slovenia) 2008.

Diverse mostre collettive: Cividale “banca di Cividale” 2002, Tarcento “Albero magico” 2003, Aurisina “kulturni dom”(Ts).

TEAM: Da molti anni lavoro con mia moglie, Tuuli Nevasalmi, che colora e impagina i miei disegni e alcune illustrazioni, a lei devo molto per le sue qualità e il suo gusto, anche nella progettazione di pubblicazioni.

MARTIN CEDERMAZ

giornale: Dom. www.dom.it

Quindicinale bilingue sloveno-italiano, Cividale del Friuli (Ud).

Dal gennaio 2012 – dicembre 2013,

Fumetti

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2 ^guerra mondiale a fumetti

La storia a fumetti di Martin kaplan Cedermaz, liberamente tratto dal romanzo del 1948 di France Bevk, graphic novel ambientata nel 1933 nelle valli del natisone (Benecija-Slavia friulana). Tavole a colori, a puntate.

Vignette

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niente è così nascosto che non possa essere scoperto

 

fonte:moreno tomazetig

 

 

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Firma per le minoranze linguistiche!

minority-safepack-slowenisch-cmyk_logo-2__large-300x140L’Unione federalista dei gruppi etnici europei-FUEN, che opera dal 1949 e che oggi conta circa 90 membri e rappresenta circa 400 comunità etnico-linguistiche, ha intrapreso a maggio l’iniziativa civile dal nome MINORITY SAFEPACK. Con essa si mira a raccogliere 1 milione di firme di cittadini europei, per spronare l’Unione Europea a un impegno più attivo rispetto alla questione della tutela delle minoranze etnico-linguistiche.

Tra i promotori dell’iniziativa civile figura anche il dott. Valentin Inzko, esponente della minoranza slovena carinziana.

La raccolta di firme MINORITY SAFEPACK si sta svolgendo in tutti i paesi membri dell’Unione Europea.

È importante che anche la minoranza slovena in Italia ci si impegni con decisione, insieme alle altre minoranze etniche d’Europa, in modo da poter acquisire un adeguato spazio nell’ambito della comune casa europea. Quest’iniziativa civile rappresenta un momento unico di solidarietà tra le comunità etnico-linguistiche d’Europa, che non le fa restare sole.

All’iniziativa hanno aderito:

  • il partito Unione Slovena/Stranka Slovenska skupnost (membro della FUEN),
  • la Confederazione delle organizzazioni slovene/Svet slovenskih organizacij,
  • l’Unione culturale economica slovena/Slovenska kulturno-gospodarska zveza,
  • il quotidiano della minoranza slovena in Italia «Primorski dnevnik»,
  • il settimanale della minoranza slovena «Novi glas»,
  • il quindicinale della comunità slovena della provincia di Udine «Dom».

Dove si può firmare?

Su internet all’indirizzo https://ec.europa.eu/citizens-initiative/32/public/#/, dove si può anche scegliere di compilare il modulo in sloveno; nel farlo, va obbligatoriamente scelto lo stato di residenza.

Negli uffici:

  • Confederazione delle organizzazioni slovene-SSO – Cividale, Borgo San Domenico, 78 (da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 16.30)
  • Confederazione delle organizzazioni slovene-SSO – Gorizia, viale XX Settembre, 85 (al primo piano, dalle 9.00 alle 14.00).
  • fonte firma per le minoranze linguistiche