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L’esercizio fisico aumenta la memoria come la caffeina — ORME SVELATE

Brevi periodi di esercizio aerobico possono migliorare la memoria di lavoro tanto quanto la caffeina. Inoltre, l’esercizio fisico può aiutare a contenere gli effetti negativi dell’astinenza da caffeina, come affaticamento, mal di testa e cattivo umore.

L’esercizio fisico aumenta la memoria come la caffeina — ORME SVELATE
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Nediške doline – valli del Natisone

L'immagine può contenere: montagna, cielo, natura e spazio all'aperto

Ai piedi del Matajur,in fondo si vede il mare.

foto di Marinka Šega

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— Il Manifesto di Trieste

Il Friuli non è una rampa di lancio‎. Manifestazione ad Aviano contro la guerra Sabato 25 gennaio, giornata mondiale di protesta contro la guerra all’Iran, sfileremo in corteo da Piazza Duomo ad Aviano (appuntamento ore 14.00) e raggiungeremo lo spazio antistante le piste di decollo/atterraggio della base USAF/NATO per esigere dal governo che: 1 – non […]

— Il Manifesto di Trieste
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Tik, 60 anni dagli aghi ai cateteri

A fine novembre l’impresa Tic, che negli anni ha contribuito allo sviluppo e alla crescita di Kobarid (Caporetto), ha festeggiato 60 anni di attività. Nella zona di Kobarid sono pochissime le famiglie in cui almeno un membro non abbia trascorso un periodo della propria vita nello stabilimento dell’azienda, che ora si afferma con successo sul mercato europeo.

Alla celebrazione dell’importante anniversario hanno partecipato anche il ministro dell’Economia della Repubblica di Slovenia, Zdravko Počivalšek, uno tra gli esperti di economia sloveni più seguiti e proprietario di Tic, Marjan Batagelj, e il sindaco di Kobarid, Marko Matajurc.

Nell’occasione è stata inaugurata ufficialmente la nuova linea di cateteri urinari con cui, quest’anno, è stato compiuto un grosso balzo in avanti a livello europeo.

Tik si è rialzata dal margine di sussistenza e e si sta affermando come importante forza economica nella zona settentrionale della regione della Primorska. La dirigente, Petra Borovinšek, ha ripercorso le tappe nella storia dell’azienda, iniziata con la produzione di aghi da sartoria nel 1951 e di aghi a uso medico nel 1959. Attraversando fasi positive e negative si è giunti alla situazione attuale, con 162 unità impiegate e una produzione frutto del proprio sapere, che concorrono nel settore dei dispositivi medici. Tik si basa su tradizione, innovatività e qualità. La nuova proprietà, costituita dalla società Postojnska jama e Marjan Batagelj, ha impresso all’azienda una linea di sviluppo che non è più di sola produzione.

Oltre l’85% dei prodotti è venduto sui mercati esteri. Il prodotto più importante sono i cateteri urinari; l’impresa ha, tra l’altro, sviluppato un proprio marchio di cateteri, Greencath. Per questo motivo, insieme a un partner sloveno, ha ricevuto un riconoscimento all’innovazione da parte della Camera di commercio della Slovenia.

Quando nella società Certa Holding, proprietaria di maggioranza di Tik, è entrato Marjan Batagelj, il nome è stato modificato in Larix. Il nuovo proprietario ha ricordato come molti gli avessero espresso l’opinione che Tik non fosse un’azienda desiderabile; per lui, tuttavia, un’azienda con oltre 160 lavoratori non poteva essere indesiderabile. Un giorno in una vecchia casa di Jezersko ha trovato una vecchia scatola contenente aghi della Tik, vecchi ma ancora utilizzabili… E il logo di Tik, raffigurante un larice, era eloquente… Il larice, infatti, tiene testa al vento, alla neve, alla pioggia, come Tik ha tenuto testa a 60 anni. Veglia anche sulle piante, come forse Tik veglia sulla stabilità di Kobarid, ha detto Batagelj.

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Le tradizioni rinascono col sorriso

In seno alla Collaborazione pastorale di Tarvisio/Trbiž quest’anno si è cercato di osservare il più possibile l’usanza della questua dei Re Magi.

Su iniziativa della comunità paesana, la tradizione ha ripreso vita anche a Valbruna/Ovčja vas. I tre Re non visitavano le case del paese da oltre settant’anni – dal periodo successivo alle opzioni del 1939.

L’usanza, che si svolge nella festività dell’Epifania del Signore (6 gennaio), è stata mantenuta negli anni solo in alcuni paesi della Valcanale, con la canzoncina in sloveno e tedesco a seconda di quale fosse un tempo la lingua d’uso preponderante nei singoli paesi, o anche in italiano. La canzoncina in sloveno è stata tramandata soprattutto a Ugovizza/Ukve e Camporosso/Žabnice.

A Valbruna i bimbi del paese, alcuni genitori e nonni si sono incontrati diverse volte nella sede dell’Associazione/Združenje don Mario Cernet, che per l’occasione ha messo a disposizione i propri spazi nell’ex casa canonica di Valbruna. Nell’ambito di un laboratorio hanno, così, imparato la vecchia canzone tradizionale in dialetto valbrunese «Mi smo štiəri, vsi pastiərji», che un tempo i tre Re Magi, durante le loro visite di casa in casa, cantavano solo a Valbruna.

Fondamentale è stato l’aiuto dell’anziana valbrunese Greti Wedam, che ancora ricordava la melodia. Alla preparazione dei vestiti dei tre Re hanno contribuito l’Associazione/Združenje don Eugenio Blanchini di Cividale e alcuni valbrunesi.

Vestiti da Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, stella e pastore (nella foto), nella giornata del 6 gennaio i bimbi, accompagnati da alcuni genitori e nonni e dai giovani valbrunesi che li hanno preparati, hanno fatto visita ai compaesani. Dopo l’iniziale saluto di buon augurio in due lingue, in ogni casa hanno cantato la vecchia canzone tradizionale paesana, benedetto le stanze con acqua e incenso e scritto col gesso benedetto sulla porta d’ingresso l’anno 2020 e G+M+B. Le offerte raccolte dai bimbi andranno alla parrocchia. Ai bambini restano i dolciumi e viene offerto qualcosa.

Mi smo štiəri, vsi pastiərji

Mi smo štiəri, vsi pastiərji, mi bi radə Ježša videli.

V eni štalci, v eni skalci, lepa svetua uč gəri.

Ko sə jogre to zagled’le, hitro za njo sə jezdale.

Sə parnesli za ofr, zuata, miəra in kadiua,

zuata, miəra in kadiua.

Naš ta stari Sveti Jožef, žie siua brada ma.

Le pacingli, le pauingli, Ježša ta usmiljenga.

Le pacingli, le pauingli, Ježša ta usmiljenga.

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A Udine le prime dieci pietre d'inciampo

A Udine le prime dieci pietre d'inciampo

Anche Udine, da questa mattina, ha le sue prime dieci pietre d’inciampo, gli speciali sampietrini che, nel 1995, l’artista tedesco Gunter Demnig ha ideato per ricordare le vittime del nazismo in tutta Europa. Un gesto simbolico che vuole restituire a chi non c’è più un posto nel mondo e nella memoria delle future generazioni. Da qui il nome, dove l’inciampo è quello del ricordo collettivo, che non può e non deve dimenticare la tragedia dell’Olocausto e le deportazioni nazifasciste.

In città sono state posizionate dieci ‘mattonelle’ per rendere omaggio ad altrettanti cittadini udinesi che hanno vissuto il dramma della deportazione nei campi nazisti. Si tratta di Onelio Battisacco (via Veneto 253, Cussignacco), Jona Leone (via San Martino 28), Luigi Basaldella (via Pozzuolo 16, Sant’Osvaldo), Giuseppe Quaiattini (via Bologna, Beivars), Silvio Rizzi (via Bergamo 11, Rizzi), Cecilia Deganutti (via Girardini 5), Silvano Castiglione (via Brenari 14), Luigi Cosattini (via Cairoli 4), Giovanni Battista Berghinz (via Carducci 2) ed Elio Morpurgo (via Savorgnana 10), che fu sindaco di Udine.

L’iniziativa, promossa dall’Anpi, è stata sostenuta dal Comune di Udine. Tantissime le persone che hanno seguito il tour dell’artista tedesco in città e hanno partecipato alle toccanti cerimonie che hanno accompagnato la posa di ogni sampietrino.

https://www.ilfriuli.it/articolo/cultura/a-udine-le-prime-dieci-pietre-d-inciampo/6/213287

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Valentina a Trieste protagonista della vittoria sul Tavagnacco — NoviMatajur

Domenica 12, alle 12.30, oltre alla gara dell’Udinese, si è giocata a Trieste la partita di campionato femminile tra la squadra di Tavagnacco e la Juventus. 129 altre parole

Valentina a Trieste protagonista della vittoria sul Tavagnacco — NoviMatajur
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ForEst propone

Passeggiata pomeridiana alla scoperta delle colline di Manzano. Risaliremo i versanti dei colli percorrendo il risistemato Sentiero della Sdricca, per “sbucare” sulle dorsali, tra vigne, storiche ville e ampi panorami, illuminati dagli ultimi raggi del coraggioso sole invernale.

Sabato 25 Gennaio (Pomeriggio)

Escursione al tramonto tra le colline di Manzano

Primavera e Estate regalano tinte cariche e profumi intensi. L’Autunno ci inebria con i suoi molteplici colori.
Gustiamo ora l’Inverno e la Natura che dorme (ma che tenta il risveglio) tra i Colli orientali a Manzano, meta dell’itinerario proposto.
Dopo una prima parte nel Bosco della Sdricca, inseguendo il Sentiero naturalistico ottimamente risistemato dal CAI Manzano e dalla locale amministrazione, saliremo sulle dorsali collinari, dalle quali potremo ammirare l’ampio panorama sulla pianura e sulle vette friulane, tra vigneti, boschi e storiche ville del territorio.
Incontreremo altri rii e fitti boschi, e saluteremo infine il sole che lentamente scende ad occidente, regalandoci il consueto spettacolo dei tramonti invernali!

fonte https://www.studioforest.it/eventi/tra-le-colline-di-manzano/